«Bus strapieno, i nostri figli restano a piedi»
La protesta dei genitori riguarda la Montecchio-Reggio. L’azienda: «Devono prendere la linea 1»
REGGIO EMILIA. La corsa extraurbana che da Montecchio arriva a Reggio Emilia, ferma a Barco e Codemondo per poi portare gli studenti agli istituti Motti, Zanelli, Galvani, Iodi e Tricolore. Ma da quando è cominciato l'anno scolastico la linea è sovraccarica e per diverse volte a Codemondo una ventina di ragazzi non sono potuti salire sul mezzo già pieno.
«Si tratta di un disservizio per noi genitori - spiega Alina Cantarelli, mamma di una studentessa del Tricolore - ogni volta siamo costretti a caricarci in macchina due tre ragazzi e portarli di persona a scuola». Il problema nasce a Barco, dove il mezzo si riempie facilmente arrivando a Codemondo con pochi posti disponibili. «Abbiamo pagato l'abbonamento, chi annuale chi mensile - continua la Cantarelli - e ora ci aspettiamo che il servizio sia garantito».
In realtà le alternative ci sarebbero, come spiega l'amministratore unico dell'Agenzia per la mobilità di Reggio Emilia Michele Vernaci: «I cittadini di Cavriago che devono andare a Coviolo hanno il loro servizio, che è quello della linea 1 prolungato quest’anno. I ragazzi possono scendere alla caserma Zucchi e da lì prendere la linea 4 o la linea 1 bis, senza che questo comporti dei disagi per loro».
Alla Zucchi infatti «non c'è bisogno di attraversare la strada e si può stare al coperto sotto la pensilina. Si tratta solo di svegliarsi leggermente più presto, l'autobus della 1 passa dieci minuti prima rispetto al mezzo che viene da Montecchio».
Al momento quindi non è in programma un potenziamento di quel percorso, in quanto «non sarebbe giustificabile. Quella linea è stata creata due anni fa per alleggerire la stazione di Barco, che rischiava di essere sovraffollata» E fino a oggi ha sempre funzionato benissimo. Il problema è nato, paradossalmente, proprio a causa del prolungamento della 1.
«Dal momento in cui i cittadini di Cavriago salendo sulla linea 1 possono fare quei due chilometri e arrivare a Codemondo - spiega ancora Vernaci - scendono a quella fermata e da lì prendono il bus. Appesantendo in questo modo il carico di passeggeri».
La soluzione è quindi quella di sfruttare il prolungamento creato quest'anno, conclude Vernaci: «I genitori devono capire che i mezzi pubblici non sono degli scuolabus, il nostro obiettivo non è quello di andare dalla casa del singolo alla scuola del singolo. Dobbiamo invece creare dei punti di incontro fra le diverse esigenze».
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