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Commemorati i morti di Linate

Commemorati i morti di Linate

Due reggiani fra le 118 vittime dello scontro tra due aerei del 2001

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CASALGRANDE. «Ricordare il passato è una questione di memoria, ma anche di coraggio. Siamo orgogliosi di lavorare affinché queste tragedie non accadano più: con le nostre attività di denuncia e di informazione siamo diventati un punto di riferimento per quanti si occupano di sicurezza internazionale dal volo». Sono un misto di orgoglio e dolore le parole pronunciate ieri a Milano dalla vedova di Paolo Pettinaroli, fondatore e presidente del comitato “8 ottobre 2001 – Per non dimenticare”. Parole che richiamano la più vasta tragedia aerea italiana, quella dell'8 ottobre 2001 a Linate, quando persero la vita 118 persone in una collisione fra due velivoli. Fra le vittime, il casalgrandese Giuseppe Bertacchini di Casalgrande e l'arcetano Massimo Prandi, che dovevano raggiungere la Danimarca per un viaggio di lavoro. Due uomini che sono rimasti ben impressi nella memoria del comprensorio ceramico, dove vivono le loro famiglie e dove strade e parchi portano il loro nome. Ieri si è tenuta la 14ª commemorazione della strage, prima alla basilica di Sant'Ambrogio e poi nel memoriale dedicato agli scomparsi. Non sono mancate presenze e pensieri da parte delle amministrazioni di Scandiano e Casalgrande, presente con il vicesindaco Marco Cassinadri col gonfalone comunale a ricordare che la zona ceramica reggiana non si è scordato né dei propri abitanti morti né della tragedia, su cui vi sono ancora parecchie responsabilità da acclarare, con inchieste contestate o mai concluse.

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