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Coopsette cerca nuovi soci ma Sicrea si sfila dalla corsa

di Enrico Lorenzo Tidona
Coopsette cerca nuovi soci ma Sicrea si sfila dalla corsa

La coop ha tagliato i costi del 40%. Ora servono partner nella newco Atikram Sul mercato il settore appalti e Teleya. Ma per Bosi l’investimento è un azzardo

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CASTELNOVO SOTTO. Negli ultimi due anni i debiti di Coopsette verso i fornitori sono scesi del 50% e i costi di struttura del 40%. Risultati tangibili del piano di ristrutturazione del debito che si è però arenato lo scorso maggio a causa dell’arrivo di nuove azioni esecutive da parte di alcuni creditori - artigiani e fornitori - che vogliono aggredire il patrimonio della coop perché necessitano a loro volta di riavere i soldi subito. Per questo motivo si è giunti al concordato preventivo che ribadirà il progetto di fondo per tentare di salvare il gruppo di costruzioni di Castelnovo Sotto. Coopsette deve affittare il ramo d’azienda alla newco Atikram (una controllata) per tentare di continuare a lavorare evitando il fallimento. L’idea è di conferire il ramo d’azienda delle costruzioni a una nuova società che sarà partecipata da Coopsette e «altri soggetti imprenditoriali del settore». Qui, si va dicendo da tempo, dovrebbe entrare in gioco la Sicrea di Luca Bosi, società nella quale sono stati conferiti i pezzi non decotti delle coop di costruzioni reggiane schiacciate dalla crisi. Ad inquadrare Sicrea come partner sono ambienti vicini a Coopsette. La società, però, sarebbe ben lontana dall’investimento nel piano Coopsette, seguendo i passi di Unieco, i cui soci decidere di tentare di salvarsi in autonomia senza mischiare i destini con la coop di Castelnovo Sotto.

La carta vincente in mano a Legacoop - che non ha più risorse per puntellare i piani di salvataggio - esce quindi dal mazzo. Bosi è impegnato a consolidare le ultime acquisizioni portate dentro a Sicrea. Digerirle non è facile e ogni passo falso può vanificare il tentativo di rilancio del settore edile in mano alla cooperazione rossa. Mettersi in affari con Coopsette viene quindi bollato come «passo azzardato» da Sicrea. Anche per quanto riguarda altri settori in dismissione, come Teleya (marchio con cui Coopsette è presente sul mercato degli involucri architettonici) e Methis (divisione arredamento), l’appeal per Sicrea è bassissimo. Le attività sono troppo diverse e l’integrazione non collima con l’interesse della società in mano a Bosi.

A che punto è il processo concordatario e il piano di salvataggio sarà argomento di discussione oggi tra Coopsette e i sindacati. Un appuntamento non improntato certo ai modi gentili. I rappresentanti dei lavoratori hanno già giudicato come irricevibile la proposta di trattativa abbozzata da Coopsette, che prevede 250 esuberi ma, soprattutto, contratti a salario ridotto per chi verrà ricollocato nella nuova società. Pochi giorni per trovare la quadra con i sindacati, il cui placet è necessario per limare il piano di salvataggio che sarà presentato in tribunale il 25 ottobre.

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