Dossi sopra i tombini: i lavori ricominciano
Il cantiere chiuso un mese fa in via Panciroli a Reggio Emilia, riaperto per rifare i rallentatori. Il Comune: «È così che si deve fare»
REGGIO EMILIA. Il cantiere, nonostante le sue ridotte dimensioni, non è passato inosservato in questi giorni. Non foss’altro per la zona, una delle più trafficate del centro cittadino. Ma anche e soprattutto perché i lavori riguardavano un punto preciso, già oggetto di un cantiere aperto poco più di un mese fa.
Stiamo parlando della zona di Corso Garibaldi, per la precisione all’incrocio tra Corso Garibaldi e una sua laterale, via Panciroli. Nell’agosto scorso il Comune annuncia la riqualificazione di quel tratto di centro storico: l’obiettivo principale è renderlo più agevole e sicuro soprattutto per pedoni e ciclisti.
Così, assieme a un plateatico rialzato in Corso Garibaldi, sulle laterali - e quindi anche in via Panciroli - vengono disseminati dei dossi rallentatori. I lavori si svolgono rapidamente anche perché la Giareda incombe e tutto dev’essere pronto per quei giorni che i commercianti della zona aspettano con ansia per rimpinguare le loro casse. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12234728:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12234728:1649482348/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Al netto delle polemiche che sempre interventi di questo tipo finiscono per generare, quel che ha colpito, soprattutto chi lavora e vive in quell’angolo di Reggio è stato il fatto che - in questi giorni - quello stesso cantiere si è riaperto. Ovvero, gli operai della ditta incaricata dei lavori hanno letteralmente rifatto i dossi costruiti tra la fine di agosto e i primi giorni di settembre . «Come è possibile che un intervento di un mese fa sia già da rifare?»: era questo il ritornello di questi giorni, da parte di residenti e operatori commerciali della zona. Perché gli operai stavano rifacendo quei dossi fatti appena un mese fa?
Il dubbio che i lavori non fossero eseguiti a “regola d’arte” è venuto a molti, soprattutto dopo aver visto che sotto i dossi costruiti in agosto si “nascondevano” tombini e pozzetti d’ispezione.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12227279:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/10/08/fotogalleria/le-foto-della-toppa-messa-in-via-panciroli-un-mese-dopo-i-lavori-1.12227279]]
Com’è possibile - si sono chiesti un po’ tutti, ancora più increduli, da Corso Garibaldi e dintorni - che non li avessero visti all’epoca del primo cantiere? La risposta che arriva dal Comune è di quelle che non ti aspetti. Quei dossi vanno costruiti così, ovvero in due tempi, per fare in modo che i tombini non finiscano per creare un gradino ulteriore rispetto al dosso rallentatore.
Una spiegazione tecnica a cui però c’è chi fa notare che - se così fosse - allora si sarebbero potuto utilizzare dossi provvisori nella prima fase e poi lavorare sull’asfalto in una fase successiva. Perché in realtà - questi due cantieri a un mese di distanza l’uno dall’altro - l’impressione di lavori approssimativi, la lasciano tutta.
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