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In provincia di Reggio Emilia quasi diecimila malati di Alzheimer

Laura Pasotti
In provincia di Reggio Emilia quasi diecimila malati di Alzheimer

In Emilia-Romagna si fanno novemila diagnosi ogni anno, di cui 900 nella provincia di Reggio Emilia

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REGGIO EMILIA. Familiari, operatori, volontari ma anche semplici cittadini. Ecco chi ha partecipato alle iniziative organizzate dalla sezione provinciale di Reggio Emilia di Aima – Associazione italiana malattia Alzheimer) in occasione del IV Mese mondiale dell’Alzheimer (la più comune forme di demenza) che puntava a  sensibilizzare sulla demenza e sulla lotta ai pregiudizi che circondano questa malattia.

Il tema dell’edizione 2015 è stato “Ricordati di me”. Obiettivo delle iniziative reggiane? “Tenere alta l’attenzione su questa patologia, sia tra le istituzioni che tra i cittadini – spiega Renata Azzali, vice presidente di Aima Reggio Emilia – I  numeri di questa edizione sono stati significativi, abbiamo avuto un centinaio di partecipanti a ogni serata”.

Costituita nel 1997, la sezione reggiana di Aima conta 120 soci e 50 volontari ed è un punto di riferimento per le persone con demenza e i loro familiari: nel 2014 sono state seguite 700 persone tra persone malate, familiari e caregiver. “L’Alzheimer è una malattia che travolge, stigmatizzata per i cambiamenti di carattere che produce, per i disturbi cognitivi, la perdita di memoria, di identità – continua Azzali – I familiari di una persona malata di Alzheimer spesso tendono a nasconderla, la nostra associazione vuole dar loro voce e sostenerle”.

In Italia i nuovi casi di demenza sono circa 150 mila all’anno. In Emilia-Romagna si fanno circa 9 mila diagnosi ogni anno, circa 900 nella provincia di Reggio Emilia, dove si stima che i malati siano circa 8-10 mila. “A Reggio Emilia i servizi ci sono – continua Azzali – e il convegno del 21 settembre, oltre a essere stata l’occasione per farli conoscere, ha dimostrato che noi, il Comune, la Rete terza età e l’Ausl camminiamo insieme, lavoriamo in modo complementare, senza prevaricazioni”.

Oltre ai Centri di ascolto e i gruppi di sostegno, Aima promuove i Caffè Incontro, nei centri sociali. “Spesso le persone non vogliono sentir parlare di demenza, hanno paura che possa toccarle in qualche modo – continua Azzali – Ecco perché i Caffè li facciamo nei centri sociali, per le persone con demenza è un momento di socializzazione, fanno attività e stimolazione cognitiva, e i familiari non si sentono isolati”.

Info: www.aimareggioemilia.it
 

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