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Nove bambini bielorussi a Correggio per curarsi

di Laura Pasotti
Nove bambini bielorussi a Correggio per curarsi

Abitano in un paese che dopo 30 anni ancora risente dell’esplosione di Chernobyl. Per loro visite pediatriche, endocrinologiche e una dentista a disposizione

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CORREGGIO. Si chiamano Karyna, Artsem, Veranika, Yahor, Lizaveta, Ameliya, Aliaksandr, Ihar, Kiryanna. Sono i 9 bambini bielorussi che, nel mese di settembre, sono stati accolti da altrettante famiglie di Correggio all’interno del progetto dell’associazione “Ciao Correggio Insieme”. Ad accompagnarli nel loro viaggio in Italia c’era Kristsina, «che è abilitata all’insegnamento perché in Bielorussia la scuola inizia il primo settembre e i bambini hanno continuato le lezioni», spiega Mirca Riccò dell’associazione che fa accoglienza a Correggio dal 2006.

I bambini, tra i 7 e i 9 anni, arrivano da due villaggi della provincia di Hoiniki, nella regione di Gomel, tra le più colpite dalla nube radioattiva sprigionatasi in seguito all’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986. «Ospitarli significa dare loro una vacanza rigenerativa e salutare», continua Riccò che ricorda che il principio del progetto è ospitare ogni anno bambini diversi, permettendo al maggior numero di essi di allontanarsi, anche solo per un mese, dalle zone contaminate. A parte la scuola e i momenti di gioco e svago (tra cui una settimana al mare), la parte più rilevante del soggiorno è quella sanitaria.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12275903:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/10/16/fotogalleria/nove-bambini-bielorussi-a-correggio-per-curarsi-le-immagini-1.12275903]]

«Grazie a un protocollo d’intesa sottoscritto con la Regione i bambini hanno la possibilità di fare una serie di controlli sul loro stato di salute: visite pediatriche ed endocrinologiche ed ecografia tiroidea e, grazie a una dentista volontaria, sono sottoposti a cure odontoiatriche».

Tutte le spese necessarie sono a carico dell’associazione, così come l’organizzazione, grazie a una quarantina di volontari. «Lavoriamo tutto l’anno per ospitare i bambini a settembre, organizzando cene di raccolta fondi, mercatini di Natale, vendita di panettoni e uova di Pasqua».

Oltre all’accoglienza, l’associazione aiuta la scuola del villaggio di Slabozhanka, uno dei due da cui arrivano i bambini: nel 2011 hanno contribuito alla realizzazione dei bagni e nel 2013 al rifacimento delle finestre. Inoltre, collabora con i medici di chirurgia pediatrica dell’ospedale di Gomel fornendo materiale sanitario e strumentazione per laparoscopia.

«Nel 2016 festeggiamo i 10 anni e saranno anche trascorsi 30 anni da Chernobyl – conclude Riccò –. Tanti non se lo ricordano ma là i problemi ci sono ancora: quest’anno ci sono stati incendi nella zona chiusa e nelle aree vicine ai villaggi. Ciò significa che il ciclo di contaminazione si ripete, dalla terra agli animali, fino alle persone».

Info www.correggioinsieme.it

 

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