Ragazzino pestato da un branco di bulli
Casalgrande: aggredito giovane rumeno, polemica tra chi parla di odio razziale e chi giustifica il pestaggio perché straniero
CASALGRANDE. Un ragazzino rumeno picchiato da alcuni coetanei nel centro di Casalgrande, forse per “semplice” bullismo o forse per motivi razzisti. Una vicenda sgradevole che ha portato con sé anche una notevole quantità di polemiche e discussioni fra gli abitanti della zona, con derive fasciste e di intolleranza che sono state poco gradite dall’amministrazione comunale. L’aggressione è avvenuta mercoledì pomeriggio nella zona centrale di Casalgrande, la vittima è un adolescente di origine rumena che vive in paese con la propria famiglia. Così come risiedono in zona gli autori del pestaggio, più o meno coetanei del ragazzino. Una discussione o un “regolamento di conti”, con qualche schiaffo pesante che ha provocato contusioni e tagli, con conseguente perdita di sangue. A interrompere lo scontro, un ragazzo un poco più grande che ha visto la scena ed è intervenuto per difendere l’aggredito e poi avvisando i carabinieri. Dopo di che ha raccontato la vicenda alla madre, che ha pubblicato un post su Facebook nel gruppo “Sei di Casalgrande (e frazioni)”, dove denuncia l’accaduto, chiede al sindaco casalgrandese un consiglio comunale aperto alla presenza delle forze dell’ordine e dei genitori dei giovani abitanti della zona. E dove sostiene la matrice razzista del pestaggio. La scintilla che ha portato alle botte non è in realtà ancora chiara, di sicuro si è trattato di un brutto gesto ma le motivazioni non sono state accertate. E gli atti di bullismo e violenza fra ragazzini esistono da sempre, piaccia o non piaccia, e spesso non hanno connotazioni razziali ma più legate alle dinamiche dell’età. La storia ha però scatenato reazioni molto diverse fra loro fra i residenti e i frequentatori del gruppo: non sono mancate le persone che hanno accolto bene la notizia del pestaggio perché la vittima era straniera, lanciandosi anche in celebrazioni della “difesa della razza” e a nostalgie mussoliane. La discussione tiene banco da oltre un giorno con posizioni differenti. Fra chi appunto se la prende con la presenza sempre più forte di abitanti stranieri, giudicata negativa, a chi critica duramente il gesto se originato dal razzismo. Inevitabile anche il richiamo alla cronaca nazionale, e ai presunti favoritismi a migranti e abitanti di altri paesi arrivati in Italia in questi momenti, con scambi duri, al limite dell’offensivo, e un continuo rinfacciarsi accuse ed errori. Ma il tema è più complesso, e anche se il nervo scoperto legato allo “straniero” esce forte, altri si sono chiesti se la vera causa sia la nazionalità del pestato o se piuttosto vi sia un problema diverso, legato a fenomeni di violenza giovanile che rappresentano un problema a prescindere. In attesa di capire cosa sia davvero successo, prima di tutto per quanto riguarda la dinamica della colluttazione e sulle eventuali responsabilità iniziali. E rimanere il dubbio se si sia trattato di un “normale” atto di bullismo, certo non meno preoccupante, o se vi sia appunto anche una motivazione differente. (adr.ar.)
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