Organizzatori chiedono i danni a Moreno: «Ha cantato solo metà concerto»
La denuncia di Valentina Messori e Davide Spampinato della neonata Milky Servizi: «C’era poca gente e non voleva esibirsi: sul palco solo 30 minuti»
SANT’ILARIO. Desideravano che la prima festa della birra di Sant’Ilario fosse un evento memorabile. In questo modo, a loro dire, si sarebbero fatti un nome nel mondo dell’organizzazione di eventi e la loro neonata associazione, la Milky Servizi, avrebbe spiccato il volo. Il progetto di Valentina Messori e Davide Spampinato, però, si è scontrato con alcuni imprevisti, e soprattutto con il rapper Moreno, diventato famoso dopo aver vinto il talent show Amici di Maria De Filippi nel 2013 ed essere tornato nel programma, in qualità di direttore artistico, nel 2014.
«Abbiamo pensato che Moreno avrebbe attirato parecchia gente a Sant’Ilario – raccontano Valentina e Davide – ed era quello che ci serviva per lanciare la prima “Warsteiner Beer Festival”, e invece ci siamo ritrovati a chiedergli un risarcimento danni».
La storia. I due giovani organizzatori hanno contattato l’agente del cantante e gli hanno proposto un concerto live per sabato 8 agosto, la seconda di tre giornate di festa (il clou dell’evento, insomma).
«L’agente ha accettato – raccontano i soci della Milky Servizi – e ci ha sottoposto il contratto per l’esecuzione dello spettacolo: Moreno sarebbe salito sul palco del Parco San Rocco alle 22 e avrebbe cantato per 70 minuti consecutivi. Il tutto dietro un compenso di 7500 euro, di cui 3000 a titolo di anticipo per la sottiscrizione del contratto e il resto in tre tranches da 1500 euro l’una tramite bonifico bancario entro e non oltre il 29 luglio».
Oltre al compenso al cantante, però, la Milky Servizi avrebbe dovuto pagare – oltre a tutte le spese “classiche”, dalle tasse all’affitto del luogo in cui si sarebbe svolto l’evento – un adeguato impianto audio-luci e tecnici a disposizione fino alla fine del concerto.
«Il tutto – spiega, piccata, Valentina – al prezzo di duemila euro. Ma Moreno ci serviva e abbiamo accettato».
La “scheda tecnica”. A quel punto è comparsa la scheda tecnica, due fogli in cui erano specificate le richieste di Moreno: «Un camerino esclusivo adiacente al palco, sufficiente ad ospitare sei persone e arredato con sedie, tavoli, specchio a figura intera, frigorifero, adeguata illuminazione e prese da 220 volt; servizi igienici attigui e ad uso esclusivo del backstage; parcheggio notturno interno e custodito per il furgone; due suite, due camere singole e una doppia con letti separati in un hotel di categoria minima 4 stelle vicino al luogo del concerto, con colazione inclusa; cena per sei persone di cui una celiaca in hotel o in un buon ristorante nei pressi del concerto, composta da una scelta di almeno tre primi, tre secondi e contorni, frutta, bibite, alcolici e caffè».
Vitto e alloggio. Oltre a questo, la Milky Service avrebbe dovuto far trovare nel camerino: sei panini farciti, quattro etti di affettati vari e formaggi misti, due ceste di frutta fresca mista, dieci bottiglie di birra di marca, 30 bottiglie d’acqua minerale naturale da mezzo litro, dieci lattine di Coca Cola (non altre marche), cinque succhi di frutta, una bottiglia da 1.5 litri di tè freddo, posate, tovaglioli, bicchieri, snacks e patatine, cinque asciugamani neri di spugna.
«Abbiamo preso nota di tutto e ci siamo organizzati per rispettare le richieste», raccontano Valentina e Davide. Più la data del concerto si avvicinava, però, più i problemi aumentavano. «A pochi giorni dal live avevamo venduto solo 14 biglietti – raccontano i soci della Milky Servizi – e qualcuno, al parco San Rocco, aveva scritto con una bomboletta spray “Moreno no. Insulto del rap”. Temendo che il concerto potesse saltare, abbiamo telefonato al manager e gli abbiamo chiesto garanzie». La risposta è arrivata via mail: «Moreno fa il suo lavoro in maniera professionale anche davanti a due persone».
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Il live. «Il giorno del concerto, però – commentano Valentina e Davide – questa professionalità non è pervenuta. Alle 17.45 è iniziato il sound check: c’erano ballerini, fonico, dj, tour manager, ma Moreno è rimasto in hotel perché era stanco. È arrivato alle 21.40, si è affacciato dai camerini, ha visto poca gente (ci saranno state una settantina di persone) e si è chiuso dentro. Alle 22.20, quando Moreno avrebbe dovuto essere sul palco da 20 minuti, ci ha chiamati il suo manager: “Vi scontiamo 1500 euro, ma Moreno canta dieci minuti in meno”. Abbiamo accettato: a quel punto volevamo solo che uscisse perché la gente si stava lamentando parecchio».
Il rapper, alla fine, ha fatto la sua comparsa alle 22.50 ma «appena salito sul palco – raccontano ancora increduli Valentina e Davide – Moreno ha incolpato noi del ritardo. Ha detto che con così poco pubblico gli organizzatori non volevano farlo esibire, mentre due minuti prima, al suo staff, aveva appena finito di dire: “Guardate cosa mi tocca fare, che figura...”». Sul palco, comunque, il rapper ha cantato sei canzoni e mezza e il pubblico non è rimasto affatto contento. «Il giorno dopo su Facebook – rivela Valentina – i suoi fan ci hanno chiesto se Moreno fosse rimasto sul palco solo mezz’ora perché c’era poca gente...».
La conta dei danni. Ma quella non è stata la sola sorpresa spiacevole. «Quando siamo entrati in camerino – raccontano Valentina e Davide – formaggio e affettati erano per terra, i succhi erano tutti aperti ma mezzi pieni, la frutta (che sembrava così importante) non era stata toccata, la birra era sparita. Non solo. Al ristorante, dove noi avevamo prenotato per sei persone, si sono presentati anche i genitori e la ragazza di Moreno. E chiaramente hanno messo in conto a noi».
Temendo che i tre si fermassero anche in albergo, i soci della Milky Servizi hanno chiamato l’Hotel Val d’Enza di Caprara ribadendo che avrebbero pagato solo le camere prenotate. «E abbiamo fatto bene – dicono – perché il mattino successivo, dopo aver fatto dormire in hotel anche genitori e fidanzata, Moreno e il suo staff se ne stavano andando senza pagare».
E non è tutto. «Inizialmente il manager di Moreno era stato molto gentile – raccontano Valentina e Davide –. Quando abbiamo sottoscritto il contratto, invece di dare l’acconto di duemila euro, ci ha detto che potevamo darne 1500. Due giorni prima del concerto abbiamo versato altri 3500 e la sera del live, prima che Moreno salisse sul palco, abbiamo dato al manager un assegno da 1100 euro e mille euro in contanti. Per un totale di 7100. Stando al contratto gliene avremmo dovuti dare altri 500, ma il manager, per far cantare a Moreno un’ora, e non 70 minuti, ci aveva detto che ci avrebbe scontato 1500 euro non facendoci pagare l’Iva. In realtà Moreno ha cantato soltanto mezz’ora e, soprattutto, nella fattura che ci hanno mandato compariva la metà dei soldi che noi gli abbiamo dato e quindi l’Iva, a nostro carico, era più bassa».
Immagine rovinata. Ma il problema più grande è un altro. «Questo concerto era il nostro trampolino di lancio – ammettono Valentina e Davide – ma Moreno ha rovinato la nostra immagine. E purtroppo, in questo mondo, è un danno quasi irreparabile. E poi da una persona che prende 107 euro al minuto ed è seguita soprattutto da ragazzine e ragazzini ci saremmo aspettati un altro comportamento – concludono amareggiati i due organizzatori – lui, che dovrebbe essere un modello, è stato d’una scorrettezza unica».
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