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il processo

Pugno a un controllore di Seta: condannato

Il 27enne era stato “beccato” a fine luglio su un bus con il biglietto ma non timbrato

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REGGIO EMILIA. Una movimentata vicenda con botte avvenuta, il 24 luglio scorso, prima all’interno di un autobus di Seta e poi fuori dal mezzo, è stata al centro di un processo chiusosi ieri mattina con la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione (pena sospesa) nei confronti del senegalese 27enne Dame Dia.

Il giovane, quel giorno, era stato “beccato” da due controllori con il biglietto del bus non timbrato ed era stato invitato a scendere.

Il mezzo pubblico si trovava nei pressi della stazione ferroviaria e il giovane straniero per far capire che non aveva intenzione di darsela a gambe una volta sceso dall’autobus, consegnava una busta dell’Ausl contenente degli esami clinici. Fin qui le versioni combaciano.

Secondo i controllori, una volta sceso il 27enne ha aggredito da dietro chi aveva in mano quella busta, sferrandogli poi un pugno, con tanto di dente sanguinante.

Il senegalese – in aula – ha invece spiegato che vedendo il controllore aprire la busta dell’Ausl (probabilmente per identicare il passeggero con tre biglietti ma neppure uno timbrato) e irritato perché non voleva che si ficcasse il naso nelle sue cose ha cercato di togliergli dalle mani la busta stessa. «Stavo cercando di ritornare in possesso della mia busta – ha raccontato – quando mi sono sentito placcato da dietro e per liberarmi dalla presa ho alzato le braccia. Non mi sono nemmeno accorto di aver colpito l’altro, cioè il controllore con la busta, ho solo visto poi che perdeva sangue da un dente».

Il pm Stefania Pigozzi ha chiesto per Dia – accusato di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni – la condanna ad un anno e mezzo di carcere, senza pena sospesa. Più “soft” la sentenza di condanna del giudice De Luca.

«Faremo appello – replica a fine-udienza l’avvocato difensore Franco Beretti – perché il mio assistito ha detto la verità. E che la busta fosse stata aperta facendo scattare la reazione di Dia l’hanno visto anche i carabinieri poi intervenuti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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