Quando sul campo vince l’inclusione sociale
Un bel triangolare di calcio ha suggellato il progetto avviato sette anni fa da cooperativa Anemos e Falk Galileo
REGGIO EMILIA. In una fresca giornata autunnale, al campo della FalkGalileo di v.le S.Taddei si è svolto il 1° Trofeo Pigal, un torneo di calcio rivolto ai ragazzi dei progetti collettivi della Cooperativa sociale Anemos. L'iniziativa è stata organizzata da Asd FalkGalileo, Circolo Arci Pigal e Anemos. Ma questa non è la storia di cui vogliamo parlare, nonostante sia stata una bellissima mattinata di calcio in cui ha vinto l'inclusione sociale, quella vera.
La storia di cui vogliamo parlare inizia da lontano, ormai sette anni fa, quando Anemos prende i primi contatti col Circolo Arci Pigal e inizia un progetto di inclusione sociale all'interno del circolo. Un gruppo di cinque ragazzi disabili seguiti da un educatore da allora svolgono attività per il Pigal e la cittadinanza e il Pigal offre in cambio i locali per svolgere attività pomeridiane a carattere educativo.
E' da così lontano che inizia questa storia ed è da così lontano che nasce una giornata come quella del torneo. Così come al Pigal, sono attivi nel comune di Reggio Emilia altri quattro Progetti Collettivi che si svolgono in altre sei sedi convenzionate (Centro Sociale Rosta Nuova, Centro Sociale Orti Spallanzani, Centro Sociale Carrozzone, ASD Beriv Multisport, U.S. Reggio Calcio, Cinema Estivo Ex Stalloni) in cui i ragazzi con la supervisione degli operatori offrono la loro esperienza nello svolgimento di attività di cittadinanza attiva volte alla crescita e all'acquisizione di autonomie. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.12244652:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12244652:1649488862/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non è scontato che un circolo Arci e una società sportiva decidano di organizzare un torneo con tanto di divise, coppe, medaglie e ottimo pranzo finale al Pigal.
«Non è affatto scontato - commenta Mariangela Anceschi coordinatrice progetti collettivi di Anemos - sentirsi parte di un gruppo di persone con cui si è condiviso caffè, chiacchiere, feste da preparare, tavoli da apparecchiare, sale da sistemare. Col tempo i volontari hanno imparato a conoscerci e così noi abbiamo imparato a conoscere loro. Abbiamo imparato a giocare a carte dopo pranzo grazie agli accanitissimi giocatori del Pigal e abbiamo imparato di più sul calcio e conosciuto le squadre tifate dal team della Galileo. Abbiamo commentato partite e elezioni, fatti di cronaca e avvenimenti, nevicate improvvise e giornate afose. E con queste piccole (ma grandi) cose non sembra nemmeno che la storia inizi da così lontano.
"E' sempre grazie a queste piccole (ma grandi) cose che a marzo 2015 è iniziato un progetto d'inclusione sociale della cooperativa Anemos alla polisportiva FalkGalileo. Due ragazzi, con la supervisione esterna di un educatore e del servizio, svolgono attività di cittadinanza attiva per la società sportiva. L'idea - dice ancora Anceschi - che sta alla base dell'esperienza è il supporto reciproco e la condivisione proprio come solo un vero gioco di squadra sa insegnare».
Alla fine, è arrivata la festa, sui campi della Falk Galileo. In forma di torneo. E soltanto per dovere di cronaca vi diciamo che si sono fronteggiate tre squadre, la Pigal, la Reggio Calcio e il Resto del Mondo. I giocatori hanno dato il meglio, le tre partite sono state davvero combattute e alla fine, se quel che conta è il risultato, il primo premio è andato al Pigal, il secondo a ReggioCalcio e il terzo a RestoDelMondo.
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