Morto Umberto Montecchi, paese in lutto
Scandiano: icona dell’incontro tra sport e disabilità, i funerali domani mattina nella chiesa del paese
SCANDIANO. Addio a Umberto Montecchi, volontario e icona dell’incontro fra sport e disabilità. Ieri mattina è morto il 79enne scandianese Umberto Montecchi, da una vita residente in via Fogliani, molto noto nel distretto ceramico per le sue imprese sportive, nella corsa e in bici, come non vedente.
Era l’ultimo dei suoi fratelli, e non lascia parenti prossimi, ma numerosi amici, fra cui quello di una vita, Lelio Prandi, e Milva Bursi, che lo ha accudito negli ultimi anni. Montecchi, scandianese da generazioni, aveva lavorato prima nell’agricoltura, poi come falegname e infine, a lungo, come centralinista all’ospedale Magati, prima di perdere la vista a causa della retinite pigmentosa. Non si era abbattuto, però, e anzi si era impegnato nel volontariato, diventando una delle colonne dell’Unitalsi locale, e soprattutto nello sport. Si era concentrato in principio sulla podistica, disputando gare famose come la Maratona del Passatore: affiancato dalla guida Zeno Campani è stato il primo non vedente a terminarla.
Ma aveva corso anche a Melbourne, Londra, New York (dove ha conosciuto Gianni Morandi) e Monaco (dove ha corso con la maglia della Nazionale). Negli anni ’80 si era poi dedicato al tandem, ottenendo parecchi record italiani e numerosi riconoscimenti nel settore. Molto noto nello scandianese e nell’ambiente sportivo reggiano, la notizia della morte ha fatto rapidamente il giro della provincia. Gli amici hanno voluto cingerlo con la maglia degli Azzurri e altri cimeli e coppe vinte durante la sua vita da record.
Il funerale di Montecchi si terrà domattina alle 9 a Scandiano, officiato nella chiesa parrochiale del centro. (adr.ar.)
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