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Spaccio di coca, ancora guai per Trematerra

Spaccio di coca, ancora guai per Trematerra

La polizia inchioda il 50enne in un controllo in via Aristotele: trovati 40 grammi di “polvere bianca”

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REGGIO EMILIA. Un controllo antidroga della polizia, probabilmente mirato: in questa “rete” è caduto – venerdì pomeriggio – il disoccupato 50enne d’origine napoletana Giovani Trematerra, volto più che note alle forze dell’ordine.

E’ appena sceso dalla macchina nel parcheggio di via Aristotele quando si trova di fronte gli agenti. Trematerra ha in mano tre involucri di cellophane che contengono complessivamente due grammi di cocaina. Per lui è l’inizio di nuovi guai con la giustizia.

In una tasca della giacca ha altri involucri con dentro la “polvere bianca” (4 grammi di droga), mentre nell’auto (una Fiat Punto) non vi sono ulteriori dosi di cocaina.

Ma non è finita qui perché altro stupefacente salta fuori nella successiva perquisizione della sua casa in viale Ramazzini.

La cocaina è nascosta in vari punti dell’abitazione.

Un vaso di ceramica contiene ben venti involucri (per oltre 13 grammi di droga).

C’è anche un sasso di coca fra quelle quattro mura ed è del peso di 22 grammi: è ben nascosto sotto un cappello di paglia, nel ripiano più alto di un mobile.

Al tirar delle somme, vengono sequestrati dai poliziotti poco più di 40 grammi di cocaina, oltre a 70 euro in contanti che vengono considerati provento dell’attività di spaccio di “polvere bianca”.

A tutto ciò si assomma la classica attrezzatura dello spacciatore: un bilancino di precisione funzionante, una confezione di compresse solitamente usate come sostanza da taglio, non pochi ritagli di cellophane per confezionare le dosi (tutti contenuti in un borsellino), un paio di forbici, ben quattro telefonini che gli inquirenti ritengono utilizzati per i contatti con i cocainomani.

I ritagli di cellophane risultano essere identici a quelli degli involucri che il disoccupato aveva con sè quando è scattato il controllo della polizia nei suoi confronti.

Sono quasi le 17 quando la perquisizione viene ultimata dai poliziotti e il 50enne finisce in carcere con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Isabella Chiesi.

Dopo poche ore – cioè ieri mattina – Trematerra è comparso in tribunale davanti al giudice Luca Ramponi per l’udienza di convalida dell’arresto.

Assistito dall’avvocato Federico De Belvis, l’indagato ammette tutto, anche altre cessioni di droga avvenute negli ultimi mesi.

Dopo la confessione, arriva la decisione del giudice Ramponi sulla misura restrittiva che non è più il carcere, ma gli arresti domiciliari nella casa in cui vive con la compagna.

Fuori dall’aula, in apprensione c’è proprio la convivente, che attende l’esito dell’udienza con altre due amiche.

Non sono momenti facili per la situazione creatasi, noltre l’udienza è a porte chiuse e non è facile capire cosa sta accadendo nell’aula. Lei non c’entra con questa storia di spaccio.

Trematerra sarà processato fra otto giorni.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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