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Chef ucciso in Francia, i genitori: "Paralizzati dal dolore"

Serena Arbizzi
Chef ucciso in Francia, i genitori: "Paralizzati dal dolore"

Rolo, Enrica Daolio e Claudio Bassoli hanno saputo della morte del figlio Fabio dai post su Facebook: "E' stato ancora più straziante"

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ROLO. «Siamo paralizzati dal dolore. Ancora non riusciamo a capacitarci, a credere che nostro figlio sia morto. È un dolore troppo grande. Dopo una settimana di angoscia non abbiamo ancora chiari i contorni dell’episodio angosciante, il più terribile della nostra vita: la perdita di nostro figlio».

Sono disperati, arrabbiati, profondamente delusi da come sono stati trattati dalle autorità francesi che hanno fatto vivere a loro, alle prese con la più dura delle tragedie, un’agonia prolungata per giorni e giorni prima della conferma della verità. Enrica Daolio e Claudio Bassoli, i genitori di Fabio, non riescono a darsi pace. Loro figlio è stato barbaramente ucciso in Francia, ed è stato ritrovato una decina di giorni fa da una persona che faceva jogging, nei pressi di Pont-de-Labeaume, dove il giovane viveva. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12240721:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/10/10/news/chef-di-rolo-ucciso-in-francia-1.12240721]]

Le tracce rilevate sulla testa di Fabio hanno svelato che è stato colpito violentemente e più volte con un corpo contundente, probabilmente con un bastone. A Rolo la notizia è arrivata subito e l’abitazione di via Preti, in paese, è presidiata dalla zia del ragazzo, da altri parenti. Ieri mattina, anche il sindaco Fabrizio Allegretti si è recato a fare visita al giovane, così come gli amici rolesi di Fabio, che hanno appreso della tragedia tramite Facebook. Esattamente come la madre Enrica, conosciuta perché titolare del ristorante “La casa” di Bettolino di Novellara, e il padre Claudio, magazziniere ora in pensione.

«Abbiamo saputo della morte di nostro figlio tramite Facebook – proseguono tra le lacrime i genitori di Fabio – la modalità, informale, con cui l’abbiamo saputo ha reso il tutto ancora più straziante…».

Rimangono ancora molte domande in sospeso alle quali Enrica e Claudio vogliono che sia data a tutti i costi una risposta. Vogliono giustizia per quell’amato figlio unico che tramandava la passione per la cucina, rappresentando la quarta generazione di ristoratori. Anche dalla scuola alberghiera Nazareno di Carpi, dove Fabio aveva studiato, si dicono affranti per una notizia che li ha sconvolti e gettati nello sconforto. «Preghiamo per lui» ribadisce il direttore del Nazareno, Luca Franchini.

Ad essere straziata dal dolore è anche la nonna di Fabio, così come lo zio, Giancarlo Bassoli, conosciuto in paese perché operatore ecologico per il Comune. E, su corso Repubblica, ieri mattina era un via vai di parenti del giovane, che non sapevano darsi pace. «Un lutto grosso, improvviso, siamo incapaci di affrontare questo dolore enorme che ci ha distrutti – commenta Roberto Camurri, parente della famiglia di Fabio – Ed è brutto, ingiusto, che non sia stata fatta chiarezza sulle effettive cause della morte. Questo non fa che rinnovare lo sgomento».

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