«Forse vi chiederemo i danni» «Eravate abituati alle veline?»
di Paolo Storchi Gentile Direttore, abbiamo letto con stupore l'articolo su Reggio a Tavola" pubblicato sul suo quotidiano questa mattina e siamo obbligati a un primo, immediato intervento,...
di Paolo Storchi
Gentile Direttore, abbiamo letto con stupore l'articolo su Reggio a Tavola" pubblicato sul suo quotidiano questa mattina e siamo obbligati a un primo, immediato intervento, riservandoci di valutare in seguito le iniziative da intraprendere in sede legale per i danni che a noi deriveranno dal suo complessivo contenuto. Infatti, l'autore dell'articolo, intervenuto a seguito di una interessata sollecitazione di un espositore, ha tratto conclusioni definitive sulla riuscita della manifestazione quando questa era appena alla metà della sua durata, diffondendo in tal modo impressioni che potrebbero indurre il pubblico a disertarla oggi, domenica, che è il giorno più partecipato per le manifestazioni riservate non già agli operatori del settore ma al grande pubblico. Inoltre, ricorrendo a una operazione per nulla trasparente, l'articolista ha corredato il suo "pezzo" con una foto di un ristorante "vuoto" in quanto, fotografato alle ore 16, non avrebbe giammai potuto essere frequentato in siffatto orario, tanto è vero che ieri sera, sabato, lo stesso ristorante è stato praticamente preso d'assalto dal pubblico intervenuto ed aveva tutti i tavoli esauriti, come documentato dalla foto allegata.
Aggiungiamo, infine, che l'autore dell'articolo ha volutamente e "sapientemente" ignorato le precisazioni fornitegli nell'occasione, per esempio, a proposito delle numerose iniziative pubblicitarie assunte su tutti i quotidiani locali, e che ha altrettanto "sapientemente" omesso di riferire la rilevante affluenza di pubblico verificatasi nella serata di ieri.
Per le ragioni spiegate e per le altre gravi circostanze che hanno caratterizzato la "visita" dell'articolista, ci riserviamo dunque ogni diritto..
SGP
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Gentile Paolo Storchi, anche io ho letto questa sua lettera, ma – a differenza sua – senza stupore, visto che già venerdì sera vi eravate indirettamente attivati per cercare di bloccare l’uscita del nostro articolo. La vostra bizzarra teoria andrebbe sintetizzata così: “Se scrivete che ci sono quattro gatti, nessuno viene più la domenica e siamo rovinati. Al limite, scrivetene lunedì quando è finita”. A parte il fatto che la Gazzetta è un quotidiano e non un settimanale, secondo me avete un’idea un po’ distorta della libertà di stampa: lo conferma il fatto che minacciate azioni legali (accomodatevi pure) e che ci “ricordate” maliziosamente di aver fatto pubblicità anche sul nostro giornale, come se questo dovesse in qualche modo limitarci nel nostro lavoro. Io temo che più d’uno - in ambito fieristico - sia stato abituato troppo bene, in passato: a furia di squilli di trombe e scarso senso critico, le Fiere di Reggio – non da ieri - stanno sprofondando. Noi tutti giornalisti dovremmo pubblicare meno veline e fare il nostro mestiere. Un po’ di sana autocritica non guasta mai.
Ps: ieri siamo venuti a trovarvi a pranzo, l’orario della massima affluenza teorica. Se la sente ancora di accusarci di faziosità preconcetta? (p.c.)
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