Chiuso da due mesi il Parco dell’Acqua Iren: «Aprirà presto»
La società sta riparando i danni fatti da alcuni vandali ma nessuno dei residenti ha mai visto operai al lavoro
REGGIO EMILIA. Tempo due settimane e i residenti della sesta circoscrizione di Reggio Emilia potranno tornare a passeggiare nel Parco dell'Acqua, il parco urbano di 40mila metri quadrati adiacente alla Centrale Idrica di Reggio Est. L'area di verde pubblico gestita da Iren, infatti, è chiusa da più di due mesi da alcune transenne che ne impediscono l'ingresso.
L'entrata principale, quello di via Papa Giovanni, è sbarrata e chiusa da un lucchetto e non è possibile accedervi in alcun modo. La porta laterale invece, quella di via Gabelli, è aperta. Ma una volta entrati il percorso che prosegue sulla sinistra e che si addentra nel parco vero e proprio è ulteriormente chiuso. Si può passare solo lungo un sentiero a destra che porta a un'area recintata per lo sgambamento dei cani.
Tutto insomma fa presupporre che all'interno si stiano svolgendo dei lavori, ma nessuno dei residenti sembra aver visto operai in attività o tantomeno ne sa qualcosa.
Almeno fino a ieri, quando Iren ha spiegato i motivi di una chiusura così prolungata: «Si sono verificati dei gravi atti di vandalismo - fanno sapere dalla società - che ci hanno costretto a impedire l'accesso al Parco dell'Acqua per ragioni sicurezza».
Nei mesi scorsi, infatti, sarebbe stata «seriamente danneggiata la pavimentazione adiacente alla fontana, tanto da rendere pericoloso il passeggio dei residenti. Per non parlare delle panchine che ora vanno sostituite». Comunque i tecnici stanno lavorando, «ed entro due settimane la totalità dell'area sarà riaperta al pubblico. E sarà poi necessario prendere provvedimenti affinché questi atti vandalici non si ripresentino in futuro».
Il Parco dell’Acqua sorge nelle dirette vicinanze di uno dei più importanti impianti idrici di Iren Emilia ed è stato costruito dalla società come “donazione” alla comunità cittadina. Tuttavia non esiste nessun atto formale che ufficializzi un passaggio di gestione al Comune, e l’area è gestita dai volontari ma ancora sotto la tutela della Spa. Almeno in teoria, visto che molti residenti si chiedono come sia possibile che per dei lavori di manutenzione si impieghino più di due mesi.
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