Nemo's: «Ex Reggiane, un posto unico che va preservato»
Tra gli street-artist di fama intervenuti alle ex Reggiane per la «jam session» nella fabbrica c’è anche Nemo’S. Ecco cosa ci ha detto
REGGIO EMILIA. Tra gli street-artist di fama intervenuti alle ex Reggiane per la «jam session» nella fabbrica c’è anche Nemo’S.
Da quanto tempo frequenti le ex Reggiane?
Sono venuto qui la prima volta un anno fa e quello che mi ha scioccato è stata la superficie. Anche nella mia Lombardia c’è molta archeologia industriale, ma questa è un’area immensa, con una storia potente. Mi sono fatto 14 ore di treno per essere qui.
E’ vero che quest’areale è un laboratorio a cielo aperto d’altissimo livello?
Assolutamente sì. In Italia, una cosa come le Reggiane non esiste. A Teufelsberg di Berlino abbiamo fatto una grande jam session, ma era organizzata, e con sponsor. Una palestra di street-art come questa non esiste. Intendo, così densa e con così tanti artisti che arrivano da ogni dove. Anche a Milano la scena è bella carica, ma una simile concentrazione non c’è.
Come preservare almeno una parte di questi “pezzi”?
E’ un tema molto complicato, io risponderei in una maniera poco logica...
Ovvero che queste opere sono comunque destinate a morte naturale, effimere per definizione?
No. Se tu entri e non tieni conto di quello che c’è stato qui dentro, sbagli. Devi partire dal presupposto che questo luogo era stato abbandonato, e che è rinato con tutta una serie di persone. Ti fai due domande, e trovi una soluzione. Qui c’è una superficie gigantesca, mi sembra assurdo che tutto questo scompaia. Se fosse per me, direi che le cose sono fatte per evolvere e per disgregarsi. Ma non a favore dell’ignoranza e dell’oblio.
A Five Pointz di New York, un’ex fabbrica ora demolita, salvavano solo i pezzi più belli, per il resto insegnavano a “pittare” e cancellavano le opere il giorno dopo, per lasciare spazio ad altri.
Sì, alcuni miei amici ci sono stati e ci hanno dipinto. Ecco, bisogna evitare - in un contesto diverso - che Comune e privati cancellino tutto. A New York, poi, hanno fatto una cosa per me orribile: prima di tirare giù quell’edificio l’hanno inutilmente imbiancato, solo per cancellare le opere. Uno sfregio.
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