Gazzetta di Reggio

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Vietata ai reggiani la trasferta di Salò

di Jacopo Della Porta
Vietata ai reggiani la trasferta di Salò

Dopo i tafferugli di Mantova-Reggiana, la polizia ha emesso 21 Daspo nei confronti di altrettanti ultrà granata

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REGGIO EMILIA. Niente trasferta a Salò per i tifosi della Reggiana. Lo ha deciso l’Osservatorio per lo sport del ministero dell’Interno a seguito degli scontri avvenuti fuori dallo stadio di Mantova lo scorso 3 ottobre.

I supporter granata pagano le intemperanze di alcuni ultrà, che sono stati identificati, denunciati in procura e raggiunti dal Daspo.

La questura di Mantova, dopo aver visionato i filmati realizzati dalla polizia e dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona degli scontri e aver ascoltato i testimoni, ha raccolto elementi a carico di 28 ultras, 21 dei quali reggiani, di età compresa tra i 20 e i 40 anni. Si tratta di assidui frequentatori della curva. Secondo gli inquirenti hanno preso parte agli scontri in piazzale Porta Cerese, dove tre auto sono state danneggiate e per un paio di minuti i contendenti si sono picchiati con bottiglie di birre e ombrelli. Già la sera stessa si era parlato di una ventina di persone identificate e ieri è arrivata la conferma. I 28 tifosi sono stati anche denunciati per rissa alla procura di Mantova.

CINQUE ANNI SENZA STADIO. Per 14 ultras granata, già raggiunti in passato da analoghi provvedimenti, è stato adottato il Daspo con obbligo di presentazione, che comporta il divieto d’accesso agli impianti sportivi per 5 anni e la firma in un ufficio della polizia giudiziaria un quarto d’ora dopo l’inizio della partita e un quarto d’ora prima della fine.

Altri 7 invece sono stati colpiti da un divieto di un anno, così come i mantovani. La questura lombarda ieri ha iniziato a telefonare ai reggiani raggiunti dal provvedimento, invitandoli a recarsi nei loro uffici per ritirare i documenti che li riguardano.

A quel punto i diretti interessati si sono rivolti all’avvocato Annalisa Bassi, che in passato ha già assistito alcuni di loro. «Sono in attesa di valutare gli atti - dice l’avvocato - perché al momento non ci è ancora stato notificato nulla. Poi decideremo cosa fare. Per chi ha il Daspo semplice, per un solo anno, non vale la pena fare ricorso al Tar, mentre per quelli di 5 anni ritengo che lo faremo. Per quanto riguarda la convalida della firma non escludo il ricorso in Cassazione». Altro discorso invece per la denuncia per rissa. In questo caso bisognerà attendere l’iter normale delle indagini e l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. «Anche qui attendo di poter fare le valutazioni del caso - dice l’avvocato -. Ad esempio voglio capire come siano stati identificati i miei assistiti».

DUE MINUTI DI VIOLENZA. Gli scontri sono avvenuti poco dopo le 18, quando il meccanismo di presidio intorno allo stadio Martelli non era ancora perfezionato. Un gruppo di persone, che stazionava in un bar della zona, a un tratto si è diretto dal lato opposto della piazza, verso alcuni supporter lombardi. Dopo i tafferugli i reggiani sono scappati in direzione opposta allo stadio, ma la polizia è riuscita intercettarli e identificarli. Secondo la polizia il raid è stato pianificato e si spiegherebbe così il fatto che chi vi ha preso parte è arrivato in anticipo rispetto agli altri.

A Mantova si sono recati ben 600 tifosi granata, che nella quasi totalità sono rimasti estranei a qualsiasi episodio negativo. Purtroppo i tafferugli hanno comportato una sorta di punizione collettiva, che mortifica gli appassionati e che non fa piacere a squadra e società, che non mancano mai di sottolineare come sia utile e gradito il sostegno dei loro tifosi. ? L’episodio di piazzale Porta Cerese non è arrivato del tutto imprevisto.

Già prima del match si era parlato di qualche preoccupazione sotto il profilo dell’ordine pubblico e di incognite legate al fatto che le due tifoserie non si incontravano dalla stagione 1988-89. Evidentemente 26 anni non stati sufficienti per far dimenticare eventuali ruggini e rivalità.

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