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«Azienda speciale, in Val d’Enza nessun rischio precariato»

di Luigi Vinceti
«Azienda speciale, in Val d’Enza nessun rischio precariato»

MONTECCHIO. I servizi alla persona non soffriranno alcuna conseguenza dalla nascita dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza. Su questo – precisano gli amministratori chiamati in causa – non possono...

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MONTECCHIO. I servizi alla persona non soffriranno alcuna conseguenza dalla nascita dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza. Su questo – precisano gli amministratori chiamati in causa – non possono esserci dubbi. L’accordo di programma sulla nuova Azienda speciale che avrà in cura la gestione delle persone in condizioni di fragilità, prima assistite dall’Asp, prevede infatti che l’Azienda sanitaria subentrante sia di carattere pubblico e ciò, oltre a garantire gli assistiti, tutela e dà stabilità ai contratti di lavoro del personale dipendente.

Su questo delicato tema, dopo gli interrogativi sollevati dalle organizzazioni sindacali, intervengono sia il presidente dell’Unione dei Comuni, Paolo Colli, che il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti. Non ci possono essere fraintendimenti – dicono entrambi – né giochi di parole. C’è un accordo di programma approvato da tutti i consigli comunali e confermato il 21 settembre dal consiglio dell’Unione che avalla – precisa Colli – lo statuto della nuova Azienda speciale che nasce per rafforzare l’investimento sulla gestione diretta dei servizi alle persone anziane e non autosufficienti. Anche se si renderà necessaria una modifica delle modalità per garantire nel tempo la sostenibilità di tutte le attuali tutele. Un aspetto – sottolinea Colli – che è stato anticipato alle organizzazioni sindacali perché va accompagnato con la massima vicinanza e trasparenza. «Niente privatizzazione dell’attività e nessuna precarizzazione del lavoro – aggiunge Carletti – Le Aziende speciali per la gestione pubblica dei servizi alla persona esistono da tempo in Regione, e in particolare nella nostra provincia, con risultati molto positivi. Sorprende pertanto il cambio di rotta dei sindacati rispetto al confronto ampio e positivo negli incontri locali».

Prima di concludere: «Auspichiamo che non si assumano posizioni pregiudiziali dettate da motivazioni politiche o ideologiche. I sindaci della Val d’Enza rispettano tutte le posizioni ma si danno quale assoluta priorità la ricerca di soluzioni che garantiscano la sostenibilità dei servizi pubblici per le persone in condizione di fragilità nell’interesse delle famiglie e degli operatori che vi lavorano. Va ribadito che non si è mai interrotto il raccordo con le strutture della Regione per esaminare le strade necessarie – fra cui una minore imposizione fiscale – per dare continuità ai servizi». (l.v.)

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