Conad in via Luxemburg «Così si uccide il centro»
Si alza il fronte degli oppositori alla realizzazione del nuovo supermercato M5S: «Si distrugge uno spazio verde». Reggio Città Aperta: «Si apra un dibattito»
REGGIO EMILIA. Il M5s si oppone fermamente. Reggio Città Aperta chiede al Comune di riaprire il dibattito sull’opportunità di queste opere. Il progetto di un nuovo supermercato Conad in via Luxemburg riaccende la polemica sulla necessità di nuovi spazi commerciali in città: un intervento di cui non sono ancora noti i tempi di realizzazione, ma che dal 2014 ha avuto il via libera anche del Consiglio comunale. Fra le dotazioni urbanistiche previste, a carico dei soggetti privati che realizzeranno l’intervento ci sono anche un parcheggio scambiatore e l’ambita rotonda di via Croce, che di fatto rappresenterà l’attesa infrastruttura per modificare l’ingresso al Santa Maria, al Core e al futuro Mire, alleggerendo il traffico in viale Risorgimento.
Un progetto che tuttavia non piace al M5s, dove ricordano di essersi già opposti in passato ad un intervento giudicato dalle consigliere Alessandra Guatteri e Paola Soragni «un altro inutile centro commerciale in una zona verde». Nel mirino del M5s, finiscono le ripercussioni sul traffico e le ricadute che l’apertura di un nuovo Conad potrebbe avere per i commercianti del centro. «L’area è già interessata da forte traffico e così come il vicino centro ha bisogno di ossigeno per risorgere – aggiungono Guatteri e Soragni – riteniamo allucinante utilizzare uno spazio verde al limite della città per costruire un nuovo e inutile centro commerciale a poche centinaia di metri dal Conad di via Majella e a tre chilometri dal nuovo iper di Baragalla. È evidente che la squadra di Vecchi non ha il coraggio di abbandonare il percorso di devastazione della città intrapreso dalle precedenti amministrazioni. Poco importa se i negozi del centro chiudono a un ritmo impressionante e gli stessi troppi centri commerciali sono vuoti».
Polemiche arrivano anche da Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta, che chiede «un grande dibattito pubblico sul senso di queste opere» chiamando in causa direttamente l’assessore Alex Pratissoli. Per quest’ultimo, la realizzazione del supermercato non è in contrasto con la politica di riduzione del consumo di suolo portata avanti dal Comune, nascendo da diritti acquisti in passato.
«L’ormai ipercitata operazione di riconversione dei terreni edificabili a destinazione agricola ha motivi fiscali, nonchè la mancata urbanizzazione dovuta alla crisi – replica Fantuzzi – È corretto ricordare la sovranità del diritto di accordi precedenti, ma si omette il fatto che Prg e Psc non sono granitici e possono essere rivisti in presenza di condizioni mutate, come ricorda l’assessore Tutino». Anche per Fantuzzi, infine, «altre superfici commerciali al di fuori dell’esagono rappresentano una minaccia per il piccolo commercio dell'esagono».
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