Delitto, la questura indaga con l’Interpol
Rolo: per gli investigatori lo chef sarebbe caduto in una trappola mortale. La famiglia Bassoli cerca un legale in Francia
ROLO. «Ancora non riusciamo a capacitarci della tragedia avvenuta a nostro figlio. Il dolore che ci ha inghiottiti è terribile e non sappiamo quando riusciremo ad andare a riprendercelo». Scosta leggermente la tapparella per rispondere a chi suona alla sua porta, in via Preti, Claudio Bassoli, papà di Fabio, il ristoratore ambulante 31enne ucciso a Ponte de Labeaume, in Francia, in circostanze misteriose.
Il giovane – secondo quanto ricostruito dalla gendarmerie – è stato colpito ripetutamente alla testa, come emerso dall’autopsia eseguita a Nimes. S’ipotizza un regolamento di conti: il 31enne è stato trovato con le mani giunte e legate davanti. Un’esecuzione premeditata, con il probabile coinvolgimento di più persone. Poco distante, è stato rinvenuto anche il furgone che usava per la sua attività, con una ruota bucata e nella sua abitazione, gli inquirenti hanno scoperto della marjuana. Un’inchiesta per omicidio, senza però indagati. Al momento è poi prematuro parlare di indagine parallela a Reggio. Il pm Giacomo Forte ha aperto un fascicolo, mentre la questura continua il “dialogo” con l’Interpol che è a sua volta in contatto con la polizia francese. La famiglia Bassoli ha scritto formalmente al consolato per avere il rimpatrio della salma e procedere al funerale: non ha ancora avuto risposta. Il pensiero della mamma Enrica Daolio, conosciutissima nel mondo della ristorazione, e di papà Claudio è riportare il figlio a Rolo prima possibile. Per ora, la sola idea di affrontare un viaggio Oltralpe è qualcosa di angosciante. Gli zii di Fabio, che abitano a Rolo e in zone limitrofe, si starebbero invece organizzando per partire per la Francia: aspetterebbero solo un cenno delle autorità. Sempre la famiglia, tramite un’associazione italo-francese, sta cercando di nominare un avvocato che segua, in loco, l’inchiesta. Il sindaco Fabrizio Allegretti ieri sera è ritornato a casa dei genitori. «Ho parlato di sfuggita con loro, rimanendo sulla porta perché, comprensibilmente, è un momento difficile – commenta – al momento il funerale del giovane non è ancora stato fissato. Intanto, ho desiderato, per quanto possibile fare sapere che l’intera comunità rolese è vicina alla famiglia. Ho ribadito che se c’è bisogno di qualcosa il Comune mette a disposizione quello che può».
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