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Schianto a Zurco, i genitori di Kevin cercano un perché alla tragedia

Miriam Figliuolo
Schianto a Zurco, i genitori di Kevin cercano un perché alla tragedia

Cadelbosco Sopra, il desiderio della famiglia è vedere il corpo del figlio morto nell'incidente stradale

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CADELBOSCO SOPRA Il dolore e il silenzio dominano la grande casa dei Brizzi, in via Ponte Forca a Villa Seta, dove, appena il giorno prima, le voci allegre e i sorrisi di Kevin e Greta Bedogni riempivano l’aria. I due, al momento dello schianto, martedì intorno alle 14 in via Colombo a Zurco, stavano facendo rientro nella loro abitazione dopo avere pranzato proprio a casa dei genitori di lui.

La famiglia Brizzi – il papà Giuseppe e la mamma e Bruna, con Chiara la sorella 15enne del giovane che ha perso la vita nel tragico schianto – per tutta la giornata di ieri ha continuato a ricevere visite di parenti e amici. «Sono andati via di qua. Stavano bene. Non sappiamo cosa possa essere successo. Ci affidiamo al lavoro della magistratura, alle indagini in corso. Anche per quello che riguarda l’autopsia. Vogliamo solo poterli vedere lui e il bambino... E che presto Greta possa rimettersi», sussurra il papà. Dopo l’intervento d’urgenza, subìto martedì sera, dalla 19enne, che ha perso il bimbo che portava in grembo per le conseguenze delle ferite riportate nell’incidente, ora è ricoverata in Rianimazione al Maggiore di Parma. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12258605:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2015/10/13/fotogalleria/le-drammatiche-immagini-dei-soccorsi-a-zurco-1.12258605]]

Giuseppe Brizzi, orginario di Messignadi, in Calabria, fa il fabbro e lavora a Cadelbosco, a poca distanza dal luogo dello schianto in cui ha perso la vita il suo primogenito. La tragica ironia della sorte ha voluto che martedì passasse di lì, pochi attimi dopo l’incidente. «Mi sono fermato per vedere cosa fosse successo. È così che ho visto mio figlio... Ho svolto il riconoscimento sul posto», sussurra, con lo sguardo velato dalle lacrime. Mentre parla, si capisce, a scorrergli davanti sono ancora le immagini strazianti del figlio. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12263369:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/10/14/news/muore-a-20-anni-assieme-al-figlioletto-che-sarebbe-nato-tra-due-mesi-1.12263369]]

Bruna Lauretti, la mamma di Kevin, è seduta a poca distanza al grande tavolo della sala da pranzo, circondata dai tanti parenti. Il volto provato dal dolore. Anni fa gestiva un bar a Bagnolo. Fu durante gli anni di quella attività che in Kevin nacque la passione per la cucina. Sempre a Bagnolo, il ragazzo aveva cominciato l’attività di volontariato, prima nella biblioteca del paese, raccontano i parenti, poi per la Pro loco, condotta dallo zio Angelo Lauretti. Quindi anche nella Croce Rossa.

Alle feste in paese Kevin spesso serviva ai tavoli e cucinava lo gnocco. Da alcuni mesi lavorava al ristorante “La Rina” di Guastalla. Martedì era il suo giorno di riposo. «Amava cucinare – racconta ancora il papà – e lo faceva volentieri anche per noi». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12269546:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/cadelbosco-sopra-il-video-del-drammatico-incidente-a-zurco/47924/48021]]

«Kevin era un ragazzo d’oro, perfetto – sottolinea un altro zio –. Amava aiutare gli altri ed era sempre rispettoso. Una cosa rara tra i ragazzi di questa età. Aveva la testa a posto, non avrebbe mai commesso un’imprudenza».

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