«La frode? Nel concentrato il 63% era pomodoro cinese»
MONTECCHIO. Sta entrando nel vivo – in tribunale a Reggio – il processo in cui il legale rappresentante della “Industrie Montali srl” è accusato di frode in commercio perché avrebbe messo in vendita...
MONTECCHIO. Sta entrando nel vivo – in tribunale a Reggio – il processo in cui il legale rappresentante della “Industrie Montali srl” è accusato di frode in commercio perché avrebbe messo in vendita un doppio concentrato di pomodoro con un componente di pomodoro cinese superiore al consentito.
Ieri è stato ascoltato un sottufficiale del nucleo antifrode dei carabinieri, cioè il reparto specializzato che nel 2009 effettuò una vasta indagine sull'enorme quantità di pomodoro cinese che finiva alle nostre industrie alimentari. Ed è stato valutando una grande mole di fatture e di documenti vari – ha spiegato il luogotenente – che si è arrivati a determinare quel 63% di pomodoro cinese finito nel “doppio concentrato” che la ditta forniva per dei kit di autoconfezionamento di spaghetti da inviare in Germania. Sempre ieri ha testimoniato una dipendente dell’azienda che ha ripercorso i momenti del blitz dei carabinieri che hanno esaminato la produzione in corso e poi una serie di documenti. Nella prossima udienza – fissata per il primo dicembre – verranno sentiti dal giudice Silvia Semprini altri testimoni, fra cui un maresciallo dei carabinieri che prese parte alle indagini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google