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Conad in via Luxemburg «Decisi ad andare avanti»

di Evaristo Sparvieri
Conad in via Luxemburg «Decisi ad andare avanti»

Ivano Ferrarini, direttore generale della catena: «Lavori al via entro l’estate» Sul progetto: «Sarà in tutto eco-compatibile, prevede anche una ciclo-pedonale»

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REGGIO EMILIA. «Non ci sarà solo la rotonda per l’ospedale. È previsto anche un percorso ciclo-pedonale, un altro per i minibù, un asse verde. L’edificio rimarrà negli annali per l’eco-compatibilità con cui verrà realizzato in ogni sua parte. Non meritiamo questo trattamento». Le polemiche non lo hanno lasciato indifferente. Ma, di fronte ai toni accesi dei giorni scorsi, sul progetto del nuovo supermercato di via Luxemburg il direttore generale Conad Centro Nord, Ivano Ferrarini, fa sapere di voler tirare dritto. E annuncia: «Siamo alla fine di un lungo iter. I lavori partiranno entro la prossima estate. I costi? Svariati milioni di euro».

Ferrarini, via Luxemburg è tornata d’attualità. Ed è subito bufera. Cosa ne pensa?

«Un progetto di questo tipo non merita reazioni così dure. Le cose vanno conosciute per essere valutate in modo corretto. Stiamo parlando di un intervento in cui ci sarà un’attenzione maniacale a una serie di dettagli per inserire al meglio il superstore nell’ambiente circostante: un’area che abbiamo acquistato ormai oltre dieci anni fa».

Un’area però percepita da molti come uno spazio verde.

«Si è parlato molto della rotonda, che ci è stata chiesta dall’amministrazione. Ma nel progetto ci sono anche un percorso pedonale e un asse verde che già abbiamo contribuito a realizzare. Ci stiamo sobbarcando vincoli e oneri perché ci teniamo a fare le cose in un certo modo. Oltre al parcheggio scambiatore, ci sarà anche un parcheggio interrato proprio per evitare consumo di suolo. Non si può dire che non prestiamo attenzione all’ambiente. Anche l’edificio sarà interamente eco-compatibile. Non siamo invasori. Vogliamo vivere il territorio in maniera corretta. E i consumatori continuano ad apprezzarci».

Che fine farà il fabbricato rurale? Avete già un’idea?

«Ci stiamo ragionando: un bar, o un ristorante. Sarà un luogo in cui offriremo ulteriori servizi. Anche perché nel superstore non ci sarà galleria».

Chiuderà via Majella?

«Lì abbiamo lamentele per la viabilità. Non si riesce più a dare un servizio ottimale. Concorderemo ogni decisione con l’amministrazione. Oggi è percepito come una bottega di quartiere. La logica potrebbe essere mantenerlo come presidio, concentrandolo su altri servizi giornalieri. È un supermercato diverso dal futuro superstore, anche in termini di superfici, che invece fornirà un assortimento alimentare in un ambiente moderno che rappresenta l’evoluzione dei supermercati tradizionali».

Ma serve un altro supermercato? Se lo chiedono in molti, anche in relazione al destino del centro storico.

«Servono i cinema? E i bar? Faccio fatica a pensare a un mondo che si ferma. Di fronte a queste polemiche ricordo sempre che siamo imprenditori commercianti che 50 anni fa hanno deciso di mettersi insieme. Ci siamo evoluti e siamo riusciti ad avere una nostra presenza come marchio. Credo che sia importante salvaguardare l’imprenditorialità italiana».

Molti sostengono che gli stessi supermercati cominciano a svuotarsi. Vale davvero la pena costruire ancora?

«Ogni operazione ha un margine di rischio d’impresa. E nessuno può dire cosa riserverà il futuro. Noi lavoriamo per essere al meglio sul mercato, che raggiunge un’autoregolamentazione e che è sottoposto anche all’arrivo di altri marchi stranieri. Bisognerebbe chiedere a loro perché vengono, qui, senza avere nessun rapporto storico con il territorio. Noi siamo una cooperativa di imprenditori reggiani, che produce e investe ricchezza creata qui, puntando anche su attività sociali e ricreative. Credo infine che sia dovere delle amministrazioni valutare le valenze positive in termini ambientali, urbanistici e occupazionali che interventi come il nostro porta con sè sul territorio».

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