«Gran lavoratore e bravissimo ragazzo»
I vicini di casa ricordano Riccardo. Il titolare della CtgCoop: «Aveva perso il bus, gli ho prestato l’auto»
SAN POLO. La macchina su cui si è morto martedì mattina Riccardo Grasso era una Fiat Punto bianca. L’auto però non era la sua, gli era stata prestata dal titolare della CtgCoop, Mauro Colla. E, a sentire chi abita vicino a casa sua, non era la prima volta che questo accadeva. «Era un gran lavoratore – racconta affacciandosi dal balcone Anna Petrelli, una dei vicini della famiglia –. Una tragedia il modo in cui è morto. Era un bravissimo ragazzo, molto dolce con tutti. Usciva tutte le mattine sul presto e tornava tutte le sere verso le 19 guidando una Punto bianca. Probabilmente non era la sua, aveva sulla fiancata una scritta come se fosse di un’azienda». Insomma, come la macchina con cui il giovane ha perso la vita in un incidente nei pressi di Montechiarugolo. Tuttavia il titolare – il primo ad essere chiamato dalle forze dell’ordine dopo il ritrovamento dell’auto – smentisce che il ragazzo lavorasse per lui. Così come nega di aver dato spesso la Punto a Riccardo. «Mi ha chiamato la sera prima, aveva perso il bus e mi aveva chiesto l’auto per tornare a casa. Per me era come un figlio, così non ho avuto problemi a prestargliela. Ma era un’eccezione, non sarà successo più di tre o quattro volte da quando lo conosco».
Secondo Mauro Colla la macchina che usava il 19enne sarebbe quindi un’altra: «Esisteva una seconda Punto bianca, che Riccardo usava abitualmente. Quello che è accaduto è stato un trauma anche per me. Mi lasci dire che ormai rivangare il passato non ha senso. Possiamo solo pregare per la sua anima».(l.g.)
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