Nell’edificio abbandonato il rame rubato
Il blitz della polizia in uno stabile di via Gramsci, denunciate sei persone per invasione di immobile
REGGIO EMILIA. Edifici abbandonati nel cuore delle aree commerciali e produttive della città utilizzate come rifugio per senzatetto. Ma anche come nascondiglio di refurtiva da recuperare in un secondo momento, quando cala la notte e spariscono le persone.
E’ quanto hanno accertato gli agenti della polizia di Stato in un intervento in via Gramsci, dopo che il proprietario dell’immobile stesso aveva chiesto aiuto alla questura scoprendo che qualcuno aveva occupato abusivamente i suoi locali.
Il risultato è che sei persone sono state denunciate per invasione di immobile.
Siamo nei pressi della chiesa di via Gramsci. E l’immobile in questione, un tempo, ospitava una concessionaria. Oggi, è un edificio diroccato, in grave stato di abbandono. Probabilmente, pericoloso.
Quando gli agenti sono intervenuti hanno trovato sul posto sei persone: quattro uomini e una donna di nazionalità rumena, con vari precedenti alle spalle, e un cittadino magrebino, senza permesso di soggiorno. Ma tutto lascia pensare che siano molte di più le persone che utilizzano le stanze un tempo utilizzate come spazi commerciali quale alloggio di fortuna o stabile sistemazione: ci sono giacigli, altri effetti personali e montagne e montagne di rifiuti. Ma non solo.
La polizia, infatti, ha scoperto anche un cumulo piuttosto importante di rame. Si tratta di cavi di quasi certa provenienza furtiva. Ma sarà difficile attribuire le responsabilità rispetto a questo ritrovamento.
Se davvero l’immobile viene utilizzato, e per ragioni diverse, da molte persone infatti sarà difficile capire chi ha portato lì quella refurtiva e cosa avesse intenzione di farne in un secondo momento.
Tuttavia, le indagini sono partite.
E potrebbero portare ai canali irregolari di commercializzazione dell’oro rosso: perché se c’è qualcuno che ruba e accumula rame - sradicandolo da impianti di pubblica illuminazione, ferrovie, abitazioni private ed edifici pubblici - è certo che c’è anche chi accetta rame di dubbia provenienza reimmettendolo nei canali ufficiali.
Intanto, la proprietà dell’immobile è stata invitata a chiudere gli accessi dell’immobile, affinché nessun altro più lo utilizzi come rifugio o nascondiglio. E non solo perché questo rischia, come è successo, di trasformarsi in un luogo di illegalità, ma anche perché le condizioni precarie dell’immobile non garantiscono sufficienti condizioni di sicurezza nei confronti di chi potrebbe qui trovare un rifugio, specie in questi giorni di pioggia.
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