Coopsette, Davoli non esclude la liquidazione coatta
Il presidente per la prima volta a tu per tu con i sindaci dei comuni più legati alla cooperativa: situazione drammatica
CASTELNOVO SOTTO. «Ad oggi non è possibile escludere la liquidazione coatta di Coopsette». A dirlo chiaramente è stato ieri sera in Provincia il presidente della coop castelnovese Fabrizio Davoli, alla presenza del presidente Giammaria Manghi, che ha convocato l’incontro, e dei sindaci di Castelnovo Sotto Maurizio Bottazzi, Sant'Ilario Marcello Moretti, Cadelbosco Tania Tellini, Gattatico Gianni Maiola e Campegine Paolo Cervi.
Davoli ha detto che il piano concordatario elaborato fino ad ora «non ha l’avallo dell’attestatore», la figura professionale incaricata di presentarlo al tribunale, facendosi garante della sua fattibilità e attuabilità, anche rispetto alle richieste delle banche.
L’attestatore non sarebbe convinto della bontà del piano e questo per ora non consente di fare previsioni sulla possibilità che entro il 25 ottobre venga depositato in tribunale il concordato preventivo. La liquidazione non impedirebbe la prosecuzione del piano per conferire alcuni rami d’azienda alla Margaritelli di Perugia, così come l’eventuale acquisizione del settore edile da parte di possibili nuovi acquirenti, di cui anche ieri Davoli ha parlato.
Intanto, quello di ieri doveva essere il giorno del giudizio e invece l’incontro tra i vertici di Coopsette e i sindacati si è concluso in pochi minuti. L’azienda doveva comunicare gli sviluppi del piano di salvataggio e di trasferimento delle attività, dettagliandole in maniera certamente più minuziosa in vista della dead line, il 25 ottobre, termine entro il quale dovrà essere presentato il concordato preventivo in tribunale.
Nulla di quanto doveva accadere in premessa è invece successo: il presidente Fabrizio Davoli si è trincerato dietro il più assoluto silenzio perché, a suo dire, è intervenuto un altro contatto da parte di un’azienda interessata a rilevare le attività edilizie che saranno trasferite in Atikram, la newco che dovrebbe traghettare gli asset delle costruzioni verso acque meno agitate.
La notizia di un nuovo contatto sarebbe di per sè positiva, ma l’incertezza che gravita attorno all’operazione di salvataggio sta mettendo sotto pressione gli oltre 500 dipendenti, 200 dei quali destinati ad essere licenziati. Sindacati e azienda si sono ridati appuntamento lunedì prossimo. Sullo sfondo resta la trattativa tra i rappresentanti dei lavoratori reggiani e la Margaritelli spa di Perugia, società che acquisirà il comparto prefabbricati e ferroviario di Coopsette.
Tutte le maestranze, un centinaio di persone, saranno prese in carico dalla società entrante che si è incagliata nella trattativa sindacale dopo aver negato l’armonizzazione contrattuale: questo vuol dire che i lavoratori dovrebbero rinunciare ai crediti vantati verso Coopsette e accettare una riduzione del salario. Uno scoglio che, se superato, darà il via libera al passaggio di mano.
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