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Figli contesi, firmato il protocollo per gestire i conflitti

di Elisa Pederzoli
Figli contesi, firmato il protocollo per gestire i conflitti

Reggio Emilia, si cerca la mediazione nelle cause giudiziali: più collaborazione tra avvocati, tribunale e servizi sociali

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REGGIO EMILIA. Sono oltre un centinaio, dall’inizio dell’anno, le cause di separazione giudiziale arrivate sul tavolo del tribunale di Reggio Emilia. Un numero destinato a crescere. Quello della conflittualità quando una coppia - sia sposata o di fatto, non fa differenza - si lascia è un trend drammaticamente in crescita anche nel nostro territorio. E, spesso, a farne le spese sono i figli.

Parte da questa consapevolezza il percorso culminato ieri con la firma di un Protocollo in materia di interventi di accompagnamento a famiglie con figli minorenni, coinvolte in vicende separative giudiziali. Al tavolo c’erano il presidente del tribunale Francesco Maria Caruso, con la presidente della I Sezione Civile Rosaria Savastano, la procura, l’Ordine degli avvocati, Azienda Usl e rappresentati delle Unioni dei Comuni reggiani, tra cui il sindaco di Reggio Luca Vecchi.

L’intento è chiaro: intervenire negli ingranaggi, spesso troppo rigidi, e tra gli attori coinvolti - dai servizi sociali, agli avvocati - che fino a oggi rischiavano di lavorare a compartimenti stagni senza comunicare adeguatamente tra loro per farli lavorare in maniera maggiormente dialogica e coordinata, stimolando alleanze e collaborazioni per la creazione di una più efficacie rete di sostegno alle famiglie, ai bambini e ai ragazzi coinvolti.

«Al fine – ha sottolineato il presidente del tribunale, Francesco Maria Caruso – di eliminare le componenti di conflittualità procedurale dentro al conflitto più globale della famiglia, anche togliendo molta discrezionalità al giudice».

Il progetto nasce da una proposta del Servizio di mediazione del Centro per le famiglie dell’Unione delle Colline Matildiche e del Centro per le famiglie della Val d’Enza, condiviso all’interno del tavolo tecnico provinciale dei Mediatori familiari dei servizi pubblici della provincia di Reggio. A fare da sponda è stata la disponibilità della presidente del tribunale civile Savastano, che ha condiviso l’esigenza di trovare strumenti per sostenere le famiglie coinvolte nelle separazioni difficili.

«Sono molto orgogliosa di questo risultato - sono le parole della Savastano - che potrebbe diventare modello per altri territori, da Milano ce lo stanno già chiedendo. Quelli che cambiano sono i rapporti, si creano sinergie tra le figure pubbliche del territorio coinvolte a vario titolo nella separazione».

La parola chiave, dunque, è mediazione. Mediazione tra i coniugi, per cercare di eliminare le conflittualità. Ma anche mediazione tra avvocatura e tribunale, tra tribunale e servizi sociali e tra i servizi sociali stessi e l’avvocatura. Il Protocollo, infatti, prevede step e “regole” di procedura del percorso ovviamente extra processuale affinché ogni parte comprenda il ruolo, i tempi dell’altra, e si arrivi a una più fattiva collaborazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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