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Gobbi: «Non ero l’informatrice di Cesi»

Gobbi: «Non ero l’informatrice di Cesi»

Correggio, l’ex vice sindaco: «Da me non ha mai ottenuto nulla, è per questo che mi minacciava»

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CORREGGIO. L’ex comandante dei carabinieri, il luogotenente Roberto Cesi, durante il processo a suo carico, ha negato le minacce al vice sindaco Emanuela Gobbi, additandola, anzi, come sua “confidente” all’interno del Comune. Non tarda ad arrivare, anche se non in aula (dove aveva testimoniato il primo luglio scorso), la risposta dell’ex vice sindaco che, attraverso un comunicato, contrattacca: «Capisco un uomo che cerca di difendersi e lo fa con ogni mezzo, non gli è rimasto altro da fare – scrive la Gobbi – ma credo che a lui sarebbe servito di più portare delle prove nel merito dei vari capi d’accusa per i quali è processato. Il resto sono solo chiacchiere, per non utilizzare un altro termine più volgare».

«Forse – aggiunge l’ex vice sindaco – ha preferito accontentarsi della soddisfazione di darmi uno schiaffo morale dicendo che ero la sua informatrice. Domanda: ma questo fatto cosa toglie alle sue responsabilità in merito ai reati attribuitigli e sulle minacce fatte a me? Anzi, tali minacce sono arrivate nel momento in cui da me non ha ottenuto informazioni che non erano a lui dovute, ma che sarebbero servite solo a rafforzare la sua posizione di potere sulla città, a dimostrare che “sapeva”, ad appropriarsi di un ruolo che non era il suo. Da me ha sempre trovato disponibiltà, quando si trattava di collaborare con le forze dell’ordine per risolvere problemi che riguardavano la comunità».

«Ricordo – conclude – che non si dimenticava mai, a termine dei colloqui che avevamo, di dirmi che un giorno sarei andata da lui e gli avrei rivelato chissà quali segreti e misteri e che in tal caso, allora sì che avrei fatto carriera e sarei stata sotto la sua protezione. Beh, quel giorno non è mai venuto e, guarda caso, non ho fatto carriera politica».

Errata corrige. Non esiste alcun riferimento dell’ex comandante Cesi, invece, a persone che si chiamano Borghi, come riportato ieri per un errore (di cui ci scusiamo con le dirette interessate e con i lettori) nel sottotitolo relativo al resoconto dell’ultima udienza del processo. In Comune, a Correggio, due addette si chiamano Borghi, ma entrambe desiderano specificare di non avere nessun contatto con l’ex comandante Cesi e chiariscono di non averlo nemmeno conosciuto. Risulta quindi impossibile un loro legame con il luogotenente. Si tratta di Donatella Borghi e Mara Borghi, la prima istruttore direttivo amministrativo dell’ufficio legale; la seconda, invece, si occupa di anagrafe canina. «Non abbiamo nulla a che fare con l’ex comandante dei carabinieri Cesi e, quindi, è impossibile per noi essere indicate come sue confidenti – commenta Donatella Borghi, in rappresentanza sua e di Mara Borghi – E specifichiamo di non averlo nemmeno conosciuto».

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