I numeri da incorniciare di una vendemmia perfetta
Non si è verificato il calo produttivo del 15% stimato al’inizio della stagione Merito delle condizioni climatiche e delle nuove tecniche di vinificazione
REGGIO EMILIA Si è definitivamente conclusa in questi giorni la vendemmia 2015 che nel territorio reggiano sarà sicuramente ricordata a lungo per le grandi soddisfazioni che ha regalato ai viticoltori.
Un’annata da incorniciare nel vero senso della parola con una primavera decisamente favorevole alla quale è seguita un’estate particolarmente calda e siccitosa che se da un lato ha reso necessari tempestivi interventi irrigui di soccorso dall’altro si è rivelata garanzia di perfetto stato sanitario delle uve ed ottimale maturazione dei grappoli.
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GRAPPOLI PERFETTI La vendemmia vera e propria infine non è mai stata così scorrevole e tranquilla visto che oltre a poter contare su grappoli talmente perfetti da poter restare sulla pianta ancora a lungo non ha mai trovato nell’andamento meteorologico il seppur minimo ostacolo.
Grazie a questo, ed al lavoro di circa 130 macchine vendemmiatrici, negli ultimi 2 anni il loro numero in provincia è aumentato del 10% ed oggi oltre l’80% delle nostre uve viene vendemmiato con questa tecnologia (i nostri vini e le nostre tecniche di vinificazione si prestano perfettamente a questo), la raccolta si è svolta nel migliore dei modi senza alcuna preoccupazione o frenesia.
Condizione più unica che rara soprattutto nel confronto con le ultime due annate. Ma a proposto di confronto diventa immediato quello con la vendemmia 2014 che ha capitalizzato una produzione di 1.545.000 quintali di uva e che, stando alle prime indiscrezioni in attesa dei dati ufficiali dei centri di pigiatura, potrebbero essere stati tranquillamente eguagliati.
NESSUN CALO Non si è quindi verificato, questo è certo, il calo produttivo del 15% stimato ad inizio vendemmia e questo nonostante il forte abbassamento delle rese in campo che una delle più importanti varietà del nostro territorio, l’Ancellotta, ha fatto registrare rispetto allo scorso anno. Rese che per questa particolare varietà da colore, che ha un mercato tutto suo e che quest’anno potrebbe anche doversi confrontare con una riduzione della domanda in considerazione dell’andamento produttivo di altre realtà viticole nazionali che hanno prodotto il 10% in più dello scorso anno, hanno spaziato fra un 15 ed un 30%.
L’Ancellotta lo scorso anno è stata la varietà più ricercata e che ha spuntato i prezzi di vendita più interessanti anche in funzione delle nuove opportunità offerte da utilizzo alternativi in altri ambiti alimentari non strettamente enologici.
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LAMBRUSCHI Situazione decisamente al meglio di ogni più ottimistica attesa invece per la produzione dei Lambruschi che hanno sfoggiato rese produttive più elevate rispetto alla passata stagione, anche del 10 – 15% senza tuttavia sacrificare il riscontro qualitativo delle produzioni che si è rivelato di livello veramente eccellente. In effetti la vendemmia 2015 ha regalato ai produttori un elevato grado zuccherino, anche di 3 gradi superiore a quella dello scorso anno, che per il fatto che lo zucchero si trasforma in alcol e che il prezzo del vino viene riferito proprio a grado alcolico, lascerebbe ben sperare per il reddito dei produttori derivante dalle uve di quest’anno.
Questo ovviamente se non fosse per le incertezze di mercato e le difficoltà che le nostre cantine, che sono titolari della produzione, hanno nel riuscire a strappare un prezzo dignitoso nel dialogo con i propri clienti che come contropartita sfoggiano i rapporti diretti con il mercato.
GUERRA PSICOLOGICA E’ in effetti già scoppiata la guerra psicologica nella quale chi deve comprare Lambrusco fa leva sulla maggiore disponibilità di prodotto sul mercato per puntare al ribasso mentre chi lo deve vendere punta sull’entità della domanda, nazionale ed internazionale oltre che sull’ottima qualità.
La produzione vitivinicola provinciale oggi è per oltre il 90% affidata alle 8 cantine cooperative presenti sul territorio ed ai suoi 16 centri di pigiatura, due dei quali fanno capo a cantine modenesi. Tutte impegnate, nella vendita di Lambrusco sfuso, a far si che i litri di Lambrusco che finiranno in bottiglia con questa etichetta corrisponda precisamente al quantitativo di Lambrusco effettivamente prodotto. I dati attesi a giorni saranno importanti anche per questo.
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