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il processo

Maxi frode dei vini contraffatti, Cia parte civile

REGGIO EMILIA. Saranno giudicati con rito abbreviato Claudio Garuti, amministratore della Rudolf Keller, le sue socie e e la direttrice generale della Paklab (società con sede in Canada) indagati...

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REGGIO EMILIA. Saranno giudicati con rito abbreviato Claudio Garuti, amministratore della Rudolf Keller, le sue socie e e la direttrice generale della Paklab (società con sede in Canada) indagati dell’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Maria Rita Pantani, sulla maxi frode da 28 milioni di euro che ruota sulla commercializzazion di un kit per autoprodursi vini pregiati. Ma la novità è che a costituirsi al processo è stata la Confederazione nazionale agricoltori, rappresentata ieri in aula davanti al gip Giovanni Ghini dall’avvocato del Foro di Roma Antonella Madeo. «E’ la prima volta che un ente che rappresenta il mondo agricolo si costituisce in un procedimento a tutela del Made in Italy. Riteniamo infatti che sia stato danneggiato il settore vitinicolo» spiega il legale. Il giudice ha chiesto, però, che gli atti tornino al pm affinché tutte le commercializzazione di vino contraffatto, avvenuto nell’arco degli ultimi 5 anni fino al 2014 quando è scoppiata l’inchiesta, siano specificate: si parla di migliaia e migliaia di transazioni. I reati vanno dall'associazione per delinquere di carattere trasnazionale finalizzata alla frode in commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agro alimentari, frode alle industrie nazionali.

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