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Tutta San Polo si mobilita per la figlia di Riccardo

di Leonardo Grilli
Tutta San Polo si mobilita per la figlia di Riccardo

Domani una serata a Barcaccia per aiutare la fidanzata che aspetta una bambina Il nobile gesto di Gabriele: «Servivano per curare la mia cecità, ma è giusto così»

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SAN POLO. Centinaia di messaggi di cordoglio su Facebook, visite a casa e telefonate. San Polo d’Enza è in lutto per la morte di Riccardo Grasso, il 19enne deceduto martedì in un tragico incidente d’auto. Ora amici e parenti si stringono attorno alla famiglia, cercando di proteggerla dal dolore. E molte parole di affetto vanno soprattutto alla fidanzata diciottenne del giovane, che aspetta un figlio da Riccardo.

Per questo, e per garantire alla bambina che nascerà un futuro dignitoso, così come avrebbe voluto il padre, Gabriele Vittozzi ha deciso di dare tutto per il suo amico.

Rinunciare ai soldi che saranno donati domani in occasione di una serata che doveva essere di festa, e che servivano per curare una rara malattia che rischia di portarlo alla cecità, per donarli alla ragazza di Riccardo. «Inizialmente l’evento era stato pensato per il mio intervento agli occhi – spiega Gabriele – ma dopo l’accaduto ho pensato che fosse più giusto ricordare lui e aiutare lei, invece che tenere i soldi io».

Soprattutto perché da quando il giovane aveva saputo che sarebbe diventato padre, la sua vita si era concentrata completamente su quel momento. «Riccardo viveva letteralmente per lei, stava lavorando e si stava facendo in quattro per garantire un futuro migliore a sua figlia, pensava sempre alla bambina. E visto che ora non può farlo più, per quanto possibile cerchiamo di farlo noi». Così come farà anche la sorella Daniela, che affida a Facebook la sua promessa: «Proteggerò la tua bambina angelo mio, ma tu dammi la forza di andare avanti... Vieni a trovarmi di tanto in tanto la mia porta è sempre aperta!».

La serata si terrà a Barcaccia, di fianco la chiesa, alle ore 20 con entrata offerta libera. Parteciperà anche la futura mamma, anche se non sarà facile: «Ora è molto giù – continua Gabriele – e non riesce ancora a realizzare quanto è successo. Ci sentiamo spesso, mi ha scritto per ringraziarmi per questo gesto».

L’amicizia con Riccardo è una di quelle che non si dimenticano, una di quelle che non può essere cancellata nemmeno dalla morte. «Ci siamo conosciuti all’asilo e siamo andati a scuola insieme fino alle medie. Siamo sempre usciti insieme, l’ho supportato quando ha deciso di cominciare a lavorare per dare una mano in famiglia. Nessuno lavorava, a parte lui e sua sorella. Tre giorni prima dell’incidente era a casa mia, veniva spesso per fare due chiacchiere, per stare in compagnia. Ha sempre avuto una vita molto dura ma sorrideva sempre, per lui tutto era facile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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