Gazzetta di Reggio

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Acqua pubblica, ancora tutto da definire

di Roberto Fontanili
Acqua pubblica, ancora tutto da definire

Il 31 dicembre si dovrà prendere una decisione ma per ora molti Comuni non hanno preso posizione

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REGGIO EMILIA. E’ tutto da definire l’orientamento dei comuni reggiani sulla ripubblicizzione dell’acqua, su cui tutti i sindaci dicono di essere favorevoli. Il problema è come e con quali strumenti. Il termine ultimo per decidere, dopo lo slittamento concordato con la Regione, è il 31 dicembre.

Molti comuni per ora sono alla finestra, in attesa dell’incontro fissato per la prossima settimana in Provincia per valutare le due opzioni sul tavolo: la gara o una società pubblico- privata con il 51% in mano ai Comuni. Tre i passaggi cruciali previsti nel giro di una decina di giorni: l’incontro con il professor Giuseppe Caia (Ordinario di Diritto Amministrativo dell’Università di Bologna), a cui parteciperanno Luca Vecchi e il presidente della Provincia Manghi.

La riunione del tavolo tecnico a cui parteciperanno oltre al Presidente della Provincia e al sindaco di Reggio, il coordinatore provinciale Atersir (l’authority regionale che definisce le tariffe) Mirko Tutino e i sindaci a capo delle sette Unioni Comunali. Infine l’assemblea di tutti sindaci. Pochi a oggi i comuni che si sono apertamente schierati per l’acqua pubblica sulla base del piano Agenia: Albinea, Cavriago, Novellara e Quattro Castella.

Lo stesso ha fatto Sant’Ilario, anche se in maniera più sfumata, mentre Cadelbosco Sopra, e Rubiera hanno invece approvato ordini del giorno aperti a valutare piani alternativi. Tra chi non ha ancora preso posizione il comune di Reggio, che forte del suo 55% in Atersir potrebbe decidere da solo. Manghi, che è anche sindaco di Poviglio, fa il punto della situazione e conferma che «il gruppo tecnico in Provincia è stato convocato, partendo dal presupposto che la stragrande maggioranza dei sindaci ha valutato il piano presentato da Agenia per ragioni economiche e normative non realizzabile. Per capire le possibili alternative abbiamo commissionato ad Atersir uno studio sulla fattibilità di una società mista. Lo studio è pronto e nella prossima riunione il direttore di Atersir Belladonna lo presenterà».

Ma c’è anche una seconda alternativa ed è quella del cosiddetto piano Caia. «Che non l’abbiamo ancora incontrato ma lo faremo a breve» precisa Manghi. Il professore ha ipotizzato la possibilità di fare una sorta di affidamento del servizio idrico integrato in house.

«Una società - spiega il presidente della Provincia - in cui gli enti locali avrebbero i compiti di controllo indirizzo e Iren la gestione operativa del servizio. Dobbiamo capite se dal punto di vista normativo questa ipotesi può stare in piedi. Una volta valutate tutte le ipotesi io, non demonizzo a priori la possibilità di andare a gara».

La conferma che in molti comuni si è in vigile attesa, arriva anche da Correggio con il sindaco Ilenia Malavasi che dice di aspettare il passaggio in Provincia, mentre Enrico Bini, primo cittadino di Castelnuovo Monti sintetizza: «Sono per mantenere e rispettare il referendum e andare verso l’acqua pubblica, ma la forma deve tenere conto della sostenibilità economica del progetto».

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