Consiglio ancora diviso sul tema acqua pubblica
Rubiera: scontro tra il Pd e i 5 Stelle, che vogliono la ripubblicizzazione totale Convergenza tra le forze politiche, invece, sul “baratto amministrativo”
RUBIERA. Continua a dividere e a generare tensioni la questione dell’acqua pubblica. A Rubiera, nell’ultimo consiglio comunale, vi sono stati momenti piuttosto accesi fra la maggioranza e la giunta Pd e i 5 Stelle. All’ordine del giorno vi era un documento sulla ripubblicizzazione dell’acqua e sulla gestione diretta degli enti pubblici del servizio idrico, di cui da mesi si discute nel territorio reggiano.
«Il nostro testo è stato preparato prendendo esempio dai Comuni in cui è stato approvato e chiedeva in sostanza che la gestione dell'acqua fosse affidata ad un azienda speciale con controllo 100% pubblico. Noi pensavamo che Rubiera potesse far la differenza come il comune di Novellara» – spiegano i 5 Stelle. Ma, sostengono, la maggioranza di centro-sinistra ha «stravolto il nostro ordine del giorno con vari emendamenti approvando che la gestione fosse affidata ad un azienda con società mista. Cioè un’azienda privata con capitale pubblico, nulla di diverso da quello che sta succedendo ora». Una scelta che per i pentastellati va contro il programma elettorale 2014 del centro-sinistra: «Ci aspettavamo il rispetto per i cittadini che hanno espresso il loro volere attraverso il referendum e il rispetto dello loro linee programmatiche dove parla espressamente di ripubblicizzazione dell'acqua».
Ben diversa la versione della maggioranza tramite il capogruppo Davide Del Monte. Il testo approvato, per lui, conferisce al sindaco il mandato di «adoperarsi con tutte le proprie possibilità affinché l’assemblea dei sindaci scelga di affidare la gestione dell’acqua ad un’azienda dove i comuni reggiani abbiano pieno controllo». E in particolare, dove abbiano voce in capitolo su «investimenti, nomine e compensi dei manager, livello di qualità del servizio e possano, a fronte di eventuali modifiche normative, concorrere a determinare politiche tariffarie che siano a vantaggio degli utenti e in particolare di famiglie e di situazioni di fragilità sociale».
«Reggio Emilia deve avere il controllo della “sua” acqua» – afferma. Il copione è quello già visto in altri comuni, quindi, con differenze che apparentemente sembrano sfumature ma diventano piuttosto pesanti e lasciano pochi spazi di discussione fra le parti.
Interessante invece la convergenza fra paesi e forze politiche diverse sul baratto amministrativo, la possibilità per cittadini in difficoltà economica di pagare le imposte comunali facendo lavori di pubblica utilità per l’ente. Una possibilità figlia di una norma del decreto SbloccaItalia, approvata a Rubiera e, nella stessa sera, anche a Scandiano. Qui è passato un ordine del giorno presentato dal PD ma votato dopo un emendamento dei 5 Stelle, che chiede la convocazione in tempi brevi delle commissioni consiliari interessate e una serie di verifiche cicliche sui presupposti necessari perché i cittadini possano chiedere di usufruire del baratto amministrativo. (adr.ar.)
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