Salva la vita a un compagno di squadra rimasto senza conoscenza
Sant'Ilario, l'amico vittima di una testata durante la partita di calcio stava per soffocare
SANT’ILARIO D’ENZA Il suo compagno di squadra, il numero 11, gli ha probabilmente salvato la vita mettendolo su un fianco ed estraendo la lingua per evitare che, dopo aver perso conoscenza a causa di uno scontro di gioco, potesse finirgli in gola causando la morte per soffocamento.
Sono stati attimi terribili, quelli vissuti ieri pomeriggio, poco dopo le 15 di ieri al campo sportivo di Calerno durante la disputa di una partita di calcio amatoriale Csi tra la squadra Ac Pikkia di Reggio e l’Invicta Energia di Massenzatico, quando due giocatori, durante una normale fase di gioco, si sono scontrati violentemente con la testa mentre cercavano di intercettare un pallone proveniente dall’alto.
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E’ stato un impatto molto violento, come se ne vedono molti sui campi da gioco, e quasi sempre senza conseguenze. Ma questa volta i due calciatori sono finiti a terra entrambi con un forte trauma cranico. Mentre Assam Mohamed Benedu, che milita nell’Ac Picchia, ha riportato una vasta ferita alla fronte, Stefano Manghi, 35 anni, dell’Invicta, ha subito perso conoscenza, lasciando sgomenti i suoi compagni di squadra e i dirigenti, che sono accorsi in suo aiuto. Ed è stata davvero una fortuna che un suo compagno di squadra, Francesco Manicone, abbia subito deciso di intervenire con le manovre che ha imparato al corso della Croce Rossa, grazie anche all’esperienza del padre.
«L’ho subito piegato su un fianco e ho cercato di tirargli fuori la lingua per evitare che la inghiottisse, rischiando di morire soffocato – spiega Francesco Manicone – poi sono arrivate le ambulanze della Croce Bianca e l’automedica, che hanno provveduto a rianimare il mio amico».
Sia Benedù che Manghi sono stati portati all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio, in osservazione per il trauma cranico che avevano riportato. Manghi, che si è ripreso poco dopo, è ancora in prognosi riservata.
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