Un ricorso al Tar degli ambientalisti riapre la caccia
Il tribunale amministrativo sospende una disposizione che da 20 anni proteggeva gli uccelli migratori sul crinale
VILLA MINOZZO. Da ieri i cacciatori possono sparare alle specie avicole migratorie su un’ampia porzione del crinale. È il risultato di un pronunciamento quantomeno controverso del Tar di Parma, che ha sospeso, privandone l’efficacia, una disposizione contenuta nel calendario venatorio provinciale che limitava la possibilità di cacciare l’avifauna migratoria nella zona del Passo Cisa, nel Comune di Villa Minozzo. Da ieri dunque – fatta salva l’area del Parco nazionale e le aree Sito di interesse comunitario (Sic) – i cacciatori possono tornare, dopo oltre 20 anni di divieto, ad appostarsi per la caccia a tordi, cesene e colombacci che passano in migrazione sulla dorsale appenninica.
Un pronunciamento accolto con non pochi dubbi dalla stessa Provincia, come emerge dal tono di una nota emessa ieri sul tema: «La singolarità dell’evento è dovuta al fatto che a proporre il ricorso, e dunque a sollecitare l’intervento del Tar, erano state proprio due associazioni nazionali antivenatorie, la Lega per l’abolizione della caccia e l’Associazione anti-caccia, che contestavano il divieto stabilito dalla Provincia nella zona del Passo Cisa soltanto per la migratoria. Il Tar, per il momento, non è entrato nel merito della questione e si è limitato ad adottare un provvedimento cautelare temporaneo, fissando per il prossimo 17 dicembre la discussione del ricorso».
Una disposizione che però in questa prima battuta ha determinato conseguenze senz’altro non volute dalle associazioni ricorrenti, ma nemmeno dalla stessa Provincia, che attraverso il proprio legale, l’avvocato Alessandro Merlo, spera di riuscire a convincere i giudici della correttezza del proprio operato. Purtroppo però, il 17 dicembre, per molti uccelli migratori rischia di essere troppo tardi: da ieri infatti la possibilità di cacciare queste specie è aperta e, vista la brevità del periodo di passaggio delle migrazioni, davvero dover attendere due mesi per avere il pronunciamento nel merito significa, in concreto, lasciare per quest’anno aperta la stagione venatoria verso questo settore finora tutelato.
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