Gazzetta di Reggio

Reggio

La protesta degli ex dipendenti della Montanari: «Siamo stati dimenticati»

Mauro Pinotti
La protesta degli ex dipendenti della Montanari: «Siamo stati dimenticati»

Un gruppo di lavoratori dell’ex Montanari di Villarotta ha manifestato davanti al capannone che la ditta “Bernuzzi” 

2 MINUTI DI LETTURA





LUZZARA (REGGIO EMILIA). Un gruppo di lavoratori dell’ex Montanari di Villarotta, nei giorni scorsi a sorpresa ha manifestato davanti al capannone che la ditta “Bernuzzi” di Gussola (Cremona) avrebbe voluto utilizzare per iniziare la propria produzione di pannelli. Molti di questi ex dipendenti perchè stranieri o perchè residenti al di fuori della provincia reggiana, tuttora alla ricerca di occupazione, non hanno mai saputo dell’incredibile situazione che ha tenuto banco per tutta l’estate scorsa tra l’azienda cremonese, i giudici fallimentari del concordato preventivo oltre a devastazioni e furti da parte di malviventi che hanno prosciugato l’ex Montanari di ogni centimetro di cavi di rame.

E non erano neppure a conoscenza che la ditta “Bernuzzi” voleva aprire una linea di produzione con l’intento di dare lavoro ad una trentina di persone. Così i lavoratori dell’ex Montanari hanno esposto un cartello con scritto: “Ridateci la dignità e il nostro lavoro. Vergognatevi per averci dimenticati”.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11747496:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/07/08/news/ex-montanari-riapertura-bloccata-dalla-burocrazia-1.11747496]]

Il loro vuole essere un tentativo disperato di riprendersi quel lavoro che è stato loro tolto a causa del fallimento della Montanari chiedendo all'imprenditore cremonese Angelo Bernuzzi di “non mollare” e di aprire una linea produttiva nel capannone che gli era stato affittato fin dal 2014. Per la verità la direzione della “Bernuzzi” dopo tutto quello che è avvenuto nei mesi scorsi, aveva già deciso di smantellare tutto e di aprire un altro capannone in un’altra zona del cremonese e anche perchè i furti alle centrali elettriche e ai pozzetti sotterranei avevano seriamente compromesso la possibilità di alimentare i macchinari situati nel “suo” capannone. I lavoratori dell’ex Montanari tra cui albanesi, pakistani, napoletani e reggiani seppur consapevoli che la loro iniziativa potrebbe essere tardiva, hanno già dichiarato “di non aver nulla da perdere” e che sono disposti ad intraprendere altre azioni di lotta con manifestazioni, già dalla settimana entrante, davanti al Comune di Luzzara per sollecitare un intervento dell’amministrazione comunale.

«Ci vogliamo provare – ha detto un ex dipendente – Ripartiamo da zero e vediamo se c’è ancora una speranza per tornare al lavoro. Ho passato 12 anni della mia vita qui e al momento sono disoccupato. Che cos’ho da perdere?». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google