Il Parmigiano Reggiano? Controllato con i raggi X
Alla studio un Disciplinare per garantire una produzione ancora più selettiva E’ possibile che scompaiano i “battitori” per fare posto a verifiche radiografiche
REGGIO EMILIA. Al fine di presentare la proposta del nuovo testo del Disciplinare di produzione del Parmigiano Reggiano e di discutere l’ipotesi d’inserimento di un limite sul tenore di grasso, la sezione di Reggio Emilia del Consorzio ha organizzato due incontri con i propri consorziati. Il primo si è svolto giovedì scorso nella sede di via Kennedy mente il secondo, in programma per la zona di montagna, si svolgerà oggi nella sala consiliare del municipio di Castelnovo Monti. Un disciplinare di produzione è l’insieme delle regole che appunto “disciplinano” la produzione di un prodotto e che devono essere rispettate in modo ferreo da tutti gli attori della filiera. La presenza di un disciplinare di produzione è anche una garanzia per il consumatore nonostante quest’ultimo, molto spesso, non ne conosce i dettagli che invece sono i paletti entro i quali si devono muovere i produttori. Tutto questo per garantire il raggiungimento di standard qualitativi di alto livello che devono caratterizzare il prodotto. Per il Parmigiano Reggiano il disciplinare più recente è entrato in vigore il 29 agosto 2011 con norme che toccano i capitoli più vari della filiera produttiva a partire appunto dagli standard di produzione fino ad arrivare all’alimentazione delle bovine passando per le norme di marchiatura e la classificazione merceologica. Le modifiche al disciplinare generalmente apportano contributi migliorativi nel senso che innalzano l’asticella che tutti gli operatori della filiera devono essere in grado di superare a vantaggio della qualità del prodotto, della tutela del marchio e della sua redditività sul mercato. Le modifiche in fase di confronto andranno ad intervenire in un difficilissimo momento di mercato, ma al tempo stesso potrebbero essere, almeno in parte, capaci di sbloccare una situazione oggi non più sostenibile per i produttori. Per esempio, fra le varie idee che si stanno discutendo in questi giorni, quella del ritiro dal mercato del formaggio “sbiancato” potrebbe proprio giocare a favore del prezzo di mercato. Fra le altre proposte si sta valutando di valorizzare il legame di questo prodotto con il territorio, di inserire l’indicazione dell’età in etichetta, di introdurre regole per la mungitura robotizzata, di intensificare i controlli e di migliorare la qualità della stagionatura. Non da ultimo potrebbero scomparire i “battitori” scalzati dalle nuove tecnologie ai raggi X. Alle riunioni partecipano il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai ed il direttore Riccardo Deserti.
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