Su Facebook la foto col cervo ucciso: è polemica
Ligonchio: fa discutere il post di un cacciatore a Cinquecerri che pubblica il trofeo di caccia. Si riaccende il dibattito tra favorevoli e contrari all’abbattimento degli ungulati
LIGONCHIO. La caccia fa sempre discutere. Specie se il bersaglio sono animali maestosi come i cervi. Ma il dibattito va decisamente oltre la contrapposizione tra favorevoli e contrari quando – complici i social network – i protagonisti delle battute si fanno immortalare con le loro prede in scatti che poi diffondono via Facebook. Con tanto di “didascalia” in cui raccontano «l’emozione» - la definizione è testuale - dell’uccisione.
E’ il caso raccontato dal Secolo XIX, edizione di La Spezia, di un cacciatore reduce da una battuta in località Cinquecerri che sulla sua pagina Facebook ha postato un paio di foto che lo immortalano con il cane accanto alla carcassa del cervo. E la descrizione, datata 9 ottobre, recita: «Intervento su cervo ferito oggi in località Cinquecerri. Dopo due chilometri di traccia, (...) lo incalza, arrivo che (...) abbaia a fermo, dopo il primo colpo cade, si rialza, risparo e lui rotola. Che emozione». Tra parentesi i nomi, omessi, di compagno e cane.
Se il cacciatore subito sotto incassa consensi e “applausi” da parte di altri cacciatori, a commento di quelle immagini. Dall’altra, il post viene ripetutamente condiviso da una bacheca all’altra, arrivando anche alla vista di chi invece non è affatto favorevole alla caccia. E allora è una pioggia di commenti di segno decisamente opposto, in cui si punta il dito contro quell’esibizione crudele dell’animale come “trofeo” di caccia e contro la caccia tutta. Così, da una parte le incitazioni «Waidmannsheil», dall’altra «Non ci si diverte uccidendo», «L'emozione che ho provato io, è stata quella di indignazione», «E la gente che gli fa i complimenti?».
Ora, quel post è stato rimosso. Non è chiaro se dallo stesso autore o se per iniziativa di Facebook, dopo segnalazioni da parte di altri utenti che ritenevano quell’immagine violenta e dunque non adeguata.
Il dibattito tuttavia è aperto ed è annoso, rinnovato ogni anno non appena si torna a dare il via libera alle doppiette.
Anche qualche tempo fa, un’altra foto di un cacciatore accanto al suo “trofeo” aveva fatto molto discutere la rete e non solo. Sempre in zona Ligonchio, a cavallo tra 2012 e 2013, era stata una lettrice della Gazzetta a segnalare un episodio che l’aveva fatto inorridire: un gruppo di cacciatori che si faceva foto accanto alla testa mozzata di un cervo. Un episodio che, raccontò, avvenne davanti alla sua abitazione e la colpì al punto da intervenire a chiedere che la smettessero. Perchè certe scene urtano la sensibilità, anche di chi non necessariamente è contrario alla caccia.
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