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Al via l’attività dell’Azzardo point

Un centro per aiutare le “vittime” del gioco e le loro famiglie

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CASALGRANDE. Un luogo dove trovare sostegno, dove affrontare la dipendenza dal gioco di azzardo. Per fronteggiare una questione che ogni anno coinvolge migliaia di italiani, è nato nella zona ceramica un “Azzardo Point” che ha sede a Casalgrande ed è a disposizione di tutte le persone che ne abbiano bisogno. Per prendere un appuntamento è sufficiente chiamare la dottoressa Andrea Bianchi al 328.8684055 o scriverle a sellyv@tiscali.it, per mettersi d’accordo per un primo colloquio e iniziare a ragionare sull’allontanamento dal gioco di azzardo. E, in una seconda fase, entrare nel gruppo di sostegno che si ritrova ogni settimana, nel massimo anonimato. L’Azzardo Point è figlio della collaborazione fra il Centro Sociale Papa Giovanni XXIII di Reggio, il Sert e i sei Comuni dell’Unione Tresinaro-Secchia, realizzata grazie ai finanziamenti previsti per i Piani di zona. L’obiettivo - oltre ovviamente ad aiutare chi ne abbia bisogno - è fornire sostegno ai medici di base, ai Sert (Servizio per le Tossicodipendenze) e ai Csm (Centri di salute mentale) che lavorano sul territorio, e magari anche aumentare l’attenzione sul tema.

Per quanto riguarda il gruppo sulla dipendenza, entrarvi richiede una quota mensile di 20 euro e soprattutto, spiegano i promotori, «la volontà di liberarsi da una vera e propria dipendenza patologica».

Una patologia vera e propria che porta, oltre a problemi finanziari, «un peggioramento della propria salute mentale e fisica, problemi sociali e di reputazione che talvolta ostacolano le altre attività, aumentando le tensioni e i conflitti con amici e familiari»

Per ragionare sulla dipendenza dall’azzardo l’Unione ha anche finanziato la diffusione dell’opuscolo “Il banco vince sempre – Guida sui giochi d’azzardo”, rivolto ai giocatori, alle loro famiglie e, in generale, a tutti coloro che sono interessati a conoscere i rischi connessi. Un breve testo con informazioni utili, dalla tutela del patrimonio alle notizie sui fatturati, dagli esiti delle ricerche internazionali sui giochi più pericolosi ai meccanismi che regolano le percezioni erronee dei giocatori, dalle curiosità sulle possibilità di vincita ai rischi per i minori. Il tutto per cercare di arginare un fenomeno davvero impattante.

«Quello del gioco d’azzardo è un problema di cui si fatica a cogliere l’ampiezza, basti pensare che gli italiani sono i secondi al mondo per soldi persi al gioco in rapporto alla ricchezza pro-capite» – viene sottolineato dall’Unione Tresinaro Secchia.

A livello nazionale si parla di almeno 250mila giocatori patologici e altri 700mila problematici, in maggioranza uomini tra i 40 e i 50 anni. (adr.ar.)

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