Caldaia “impazzita”, bollette alle stelle
Importi anomali sull’impianto centralizzato: i residenti chiedono l’intervento di Iren. «Lo deve riparare e ci deve risarcire»
REGGIO EMILIA. Da quasi un anno 24 famiglie residenti nei palazzi popolari di via Wybicki si sono viste recapitare bollette del gas con importi stratosferici per le loro tasche, in alcuni casi raddoppiati. Un’anziana, che vive in un appartamento di 90 metri quadri, ha dovuto pagare più di 3mila euro di riscaldamento per solo sei mesi di erogazione. Una situazione che con l’andare del tempo rischierebbe di trascinare sul lastrico anche un cittadino abbiente se non si fa qualcosa. E a dover mettere una pezza deve essere Iren, titolare dei servizi di teleriscaldamento con sistema centralizzato nei quattro palazzi che utilizzano la medesima caldaia, alla quale viene imputato un malfunzionamento segnalato da alcuni mesi. «Iren deve intervenire quanto prima - è l’esortazione dei cittadini - altrimenti a qualcuno salterà il bilancio familiare. Quanto abbiamo pagato in più deve esserci risarcito».
La vicenda è venuta a galla dal gennaio scorso con l’arrivo della prima bolletta su base mensile. «Qui abbiamo il riscaldamento centralizzato con il conta calorie per ogni appartamento - racconta Stefano Incerti, residente al civico 7 di via Wybicki - Io l’anno scorso ho tirato il fiato dopo l’installazione delle valvole conta colorie: al posto di 1.700 euro avevo pagato 1.200 euro. Quest’anno ho pagato 1.900 euro. Mi sono subito reso conto che qualcosa non quadrava. Ho pagato 700 euro in più e il risparmio di 500 euro è svanito in men che non si dica». L’anomalia negli importi è stata subito segnalata all’amministratore già con l’arrivo delle prime bollette fuori scala. «Quindi la possibilità di effettuare subito il controllo c’era - avverte Incerti - Ma ci è stato detto che bisognava aspettare la riaccensione degli impianti per riparare il problema».
A quanto risulta ai cittadini, in attesa da mesi di una riparazione, Iren avrebbe effettuato un intervento sulla caldaia nel passato recente. «Da lì è cominciato il consumo anomalo - dice Incerti, tesi sposata anche da altri vicini che fanno avanti e indietro dai portoni dei palazzi, preoccupati per l’arrivo della stagione invernale - Tutto ciò che chiediamo è che venga riparato il guasto o qualsiasi altro inconveniente. Con l’inizio del freddo e l’utilizzo a pieno regime del riscaldamento gli importi in bolletta rischiano di esplodere mettendo in ginocchio le famiglie».
Il grave difetto del sistema pesa su una situazione già mal digerita da molti residenti e che riguarda le pesanti fatture del riscaldamento dovute al teleriscaldamento, dal quale sono in molti a volersi staccare. Ma la strada verso l’autonomia è piena di ostacoli. «Io ho un salario da operaio ma qui ci sto rimettendo un sacco di soldi - dichiara Gennaro Paudice, 27 anni, da un anno e mezzo proprietario di un appartamento al terzo piano del civico 9 in via Wybicky - Abbiamo il riscaldamento ripartito. Voglio distaccarmi ma non me lo permettono. Voglio fare dei lavori di ristrutturazione per installare una stufa a pellet per scaldare l’appartamento ma è tutto bloccato: ditta dei lavori, mutuo di ristrutturazione e tutto il resto. Ci sono delle agevolazioni fino al 65% da parte dello Stato che mi hanno dato la spinta per effettuare questo investimento ma non riesco a venirne fuori. Con il riscaldamento spento mi arrivano fatture da 100 euro per la dispersione ma io ne ho consumati appena 21 centesimi. É una follia, non ci stiamo più dentro».
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