Coopselios realizzerà 50 scuole per l'infanzia negli Emirati Arabi
Il modello emiliano sbarcherà anche in Oriente. Il direttore generale Raul Cavalli: «Dimostrazione della nostra efficienza»
REGGIO EMILIA. La cooperazione reggiana ha centrato un altro importante bersaglio internazionale. Coopselios, che si occupa di servizi alla persona, ha firmato infatti un accordo con la Family Development Foundation degli Emirati Arabi Uniti che consentirà di esportare nelle scuole del grande Paese della penisola arabica il modello educativo emiliano.
La Fondazione emiratina che ha concordato l’impegno è una organizzazione che si occupa di promuovere azioni a sostegno della famiglia. Il primo passo sarà rappresentato da una iniziativa pilota, che avrà la durata di due anni, destinata alla creazione di un centro per l’educazione infantile con progetti di ricerca per l‘infanzia e addestramento delle insegnanti locali.
Oltre a questo sorgeranno un asilo nido e una struttura per bambini dai 3 ai 6 anni. Ciò impegnerà un team di 15 educatori italiani che si alterneranno ogni tre mesi. Essi opereranno al fianco di insegnanti locali che verranno dedicati alla educazione di 120 bambini.
La località scelta per attuare il programma è quella della città di Abu Dhabi. Sarà il primo passo per arrivare, gradualmente, alla realizzazione di oltre 50 nuovi centri impostati sui valori educativi che il modello esportato è in grado di esprimere. Ma saranno adottate anche linee autoctone per la valorizzazione dell’intelligenza creativa e dello spirito critico dei futuri cittadini degli Emirati Arabi Riuniti.
«Il nostro compito - commenta il direttore generale di Coopselios Raul Cavalli - sarà quello di mettere a disposizione le competenze acquisite per aiutare il loro personale addetto all’educazione dell’infanzia a diventare autonomo nel realizzare un sistema educativo che permetterà di sviluppare in seguito altre forme di welfare».
La sottoscrizione dell’accordo di programma che ha privilegiato la cooperativa reggiana rispetto ad altri competitori stranieri è il frutto di approfonditi confronti che hanno consentito ai rappresentanti del Paese arabo di osservare, valutare a lungo e privilegiare il modello socio-educativo emiliano. Non mancherà un capitolo destinato ai bambini con disabilità per farli studiare con i coetanei e non in classi separate.
«Si tratta della tangibile dimostrazione - conclude Cavalli - che i nostri servizi educativi sono diventati con il tempo sempre più efficienti e adesso iniziano a piacere anche alle comunità straniere».
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