Coopsette, ultima chance per vendere
Oggi l’incontro decisivo con i compratori del ramo costruzioni. Se fallirà, il cda tenterà un piano di salvataggio in proprio
CASTELNOVO SOTTO. Oggi sarà il giorno del giudizio definitivo sull’acquisto o meno da parte di un cavaliere bianco del ramo costruzioni di Coopsette tramite Atikram, newco creata appositamente per trasferire le attività e offrire continuità ai lavoratori oltre che all’azienda di Castelnovo Sotto. Ieri, infatti, il soggetto con il quale sono stati avviati contatti da tempo - e che rappresenterebbe in realtà tre diverse realtà interessate all’operazione - non ha posto l’agognata firma sul contratto. Le perplessità, quindi, non mancano e al di là dei tecnicismi del caso Coopsette ha chiesto altre 24 ore di pazienza ai rappresentanti degli oltre 500 lavoratori, che stanno vivendo giorni ad altissma tensione. L’intenzione di tutti, parti sociali comprese, è che da queste ultime ore utili possa uscire un compromesso degno della parola «salvataggio».
Gli scenari in ipotesi sono tre. Il primo, quello migliore al momento, è che la cessione vada a buon fine portando risorse certe all’interno del piano di concordato che Coopsette dovrà consegnare in tribunale a fine settimana. Poi sarà il giudice a pronunciarsi sulla validità o meno della proposta di restituzione parziale dei debiti, che per essere omologata dovrà essere votata dai creditori stessi suddivisi per classi.
L’altra ipotesi, ventilata in queste ore, è che la cessione di Atikram non vada in porto. In questo caso limite, il presidente della coop, Fabrizio Davoli, si presenterà mercoledì davanti al suo consiglio di amministrazione per presentare un piano B: tenere le attività in pancia a Coopsette alleggerendo la posizione tramite un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, presentando il piano di concordato senza aiuti esterni. La terza e più ferale ipotesi riguarderebbe la liquidazione delle attività, via assolutamente osteggiata da Davoli, che fino all’ultimo non vuole sentire parlare del provvedimento amministrativo.
Le nubi si diradano invece sulla cessione del ramo prefabbricati e traversine. Sempre ieri, infatti, i sindacati hanno compiuto passi in avanti con la Margaritelli di Perugia, colosso del settore che ha avanzato un proposta incagliatasi nei giorni scorsi su punti marginali della trattativa. A strettissimo giro i rappresentanti delle sigle sindacali incontreranno i lavoratori in assemblea e presenteranno loro la proposto firmata da Margaritelli, che dovrà essere votata. Qualora ci sarà il voto favorevole, i 100 addetti del ramo confluiranno nell’azienda titolare anche del noto marchio Listone Giordano in cambio di una transazione che, anche in questo caso, andrebbe a beneficio del ceto creditorio giocando un ruolo decisivo nel piano di salvataggio.
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