Eroina, il 28enne resta in carcere
La Mobile continua l’indagine su Davoli, rimasto zitto davanti al gip
REGGIO EMILIA. Rimane in carcere il 28enne Davide Davoli, finito nei guai per mezzo chilo di eroina che la Mobile gli ha trovato in casa a Bagnolo dove si trovava agli arresti domiciliari dalla primavera scorsa per lesioni nei confronti dell’ex compagna.
La misura cautelare in carcere è stata decisa – ieri mattina – dal gip Antonella Pini Bentivoglio nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto. In aula il giovane – difeso dal legale Giancarlo Pasquale – s’è avvalso della facoltà di non rispondere. Sono state alcune segnalazioni a mettere gli investigatori sulle tracce del giovane. Raccontavano un sospetto via vai da e verso la sua abitazione. Per questo, sono scattate le indagini e la perquisizione. Quando gli investigatori hanno bussato alla porta di Davoli sono andati subito a segno: hanno trovato un panetto di eroina già aperta e gli strumenti per grattare le dosi, nonché tutto il materiale per il confezionamento. Un ingente quantitativo: si calcola che una dose di eroina può arrivare a costare dai 20 ai 30 euro. Si stima che il panetto nel suo complesso possa valere qualcosa come 5mila euro. Una cifra che lievita sensibimente quando, poi, viene senzionata e la droga venduta "al dettaglio". In possesso del giovane c'erano anche tutti gli strumenti per il confezionamento, dagli arnesi per "grattare" la droga dal panetto compatto, al bilancino portatile di precisione, nonché circa 500 euro che ora la polizia ritiene possa trattarsi di denaro provento dell'attività di spaccio.
Ma non c'era solo la droga. Si va da una grossa spada giapponese, da un cutter (probabilmente utilizzato per tagliare la droga) a tre pistole. Una è una riproduzione di una semiautomatica di fattura tedesca, con tanto di munizioni. Ma c'erano anche due armi per spruzzare spray urticante. Armi al centro di ulteriori indagini.
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