Gazzetta di Reggio

Reggio

La giungla delle poste private a Reggio Emilia: l’altra faccia del recapito

Jacopo Della Porta
La giungla delle poste private a Reggio Emilia: l’altra faccia del recapito

Corrispondenza nei rifiuti, licenziamenti collettivi, contratti d'ogni genere: la nostra inchiesta

5 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. C’era una volta il postino che conosceva le strade del comune dove lavorava come le sue tasche e spesso anche le persone alle quali recapitava la corrispondenza, tanto che non erano rari i casi di cartoline che arrivavano a destinazione anche senza scrivere via e numero civico, ma con il solo nome e cognome dell’intestatario. Ritardi e disservizi erano presenti anche allora, ma era decisamente un’altra realtà sotto molti punti di vista.

«Quel postino di paese, di quartiere, non esiste più da un pezzo - dice Mirco Pellati, segretario provinciale della Slc Cgil - L’azienda si sta evolvendo, la carta è sempre più in calo ed è sostituita da altri servizi. I postini devono utilizzare strumentazioni elettroniche, come i Pos con i quali girano per il pagamento dei bollettini. Insomma è da tempo un altro mondo». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12300247:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12300247:1649485038/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]Un mondo che non è rimasto immune da tutti quei processi che hanno investito ogni realtà produttiva. I precari hanno iniziato ad affiancare i vecchi postini e la prima conseguenza tangibile è stato l’aumento delle consegne errate, dovute alla minor dimestichezza dei lavoratori stagionali. Di tanto in tanto sui giornali fanno capolino le storie di portalettere pizzicati a sbarazzarsi illegalmente della corrispondenza nei modi più vari.

Abbiamo raccontato la storia del 20enne di Guastalla sorpreso a Poviglio mentre gettava la posta nella spazzatura. In questo caso Nexive, primo operatore privato del mercato postale nazionale, precisa di aver "prontamente accertato le responsabilità dei soggetti con cui collabora per la distribuzione della posta nella zona, denunciato il portalettere e provveduto a recuperare la corrispondenza indebitamente sottratta. Quest’ultima è stata regolarmente reimmessa nel circuito distributivo e recapitata ai legittimi destinatari". [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12300254:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12300254:1649485038/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]E ancora: "Nexive s’impegna da sempre per offrire un servizio efficiente e affidabile sul territorio di Reggio Emilia e provincia e si rammarica per l’episodio occorso. Comportamenti come questi sono gravissimi ed inaccettabili in quanto arrecano un disagio ai cittadini; in questi casi la nostra priorità è identificare rapidamente le cause e porvi rimedio nei tempi più rapidi».

Ma i casi raccontati in questi anni sono tanti. Nella primavera 2014 i militari di Casina erano intervenuti prima che un 28enne mettesse in atto il suo proposito di bruciare circa 2.000 plichi tra bollette, lettere, raccomandate, riscossione tributi, cartoline e riviste. Fatti sostanzialmente isolati, ma che sono la classica punta dell’iceberg di una realtà di disservizi molto più estesa.

«Il problema non è Poste Italiane - prosegue Pellati - e anche il recente caso di Poviglio non riguarda questa realtà. Da anni nel settore operano varie società private, con le quali non sempre riusciamo ad avere un dialogo costruttivo. Basterebbe ci fosse un contratto nazionale di settore per dare qualche garanzia in più ai lavoratori e di conseguenza anche agli utenti». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.12300252:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.12300252:1649485038/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]La concorrenza in questo settore, tra appalti e subappalti, si gioca al massimo ribasso, con margini sempre più risicati su un servizio già di per sé non particolarmente redditizio. Da dieci anni il recapito è al centro di una progressiva liberalizzazione, che ha avuto una forte accelerazione nel 2011, quando l’Italia con un decreto legislativo ha recepito una direttiva europea del 2008 e ha parzialmente aperto il settore alla concorrenza.

Poste italiane ha mantenuto il ruolo di fornitore del servizio universale, ma su alcuni servizi ha iniziato a confrontarsi con altri soggetti: «A Reggio sono almeno cinque o sei le società private che si occupano di recapito - prosegue Pellati -. Ma è una realtà che cambia velocemente e non è sempre facile controllare quello che accade, perché in alcune ditte non siamo presenti e se tentiamo di farlo i lavoratori subiscono la minaccia del licenziamento».

La giungla del recapito si concretizza anche nella pluralità di contratti applicati a chi vi lavora.«Alle Poste c’è un contratto che tutela diritti e salari - dice Pellati -. Nei privati c’è chi applica il contratto del commercio multiservizi, mentre altri applicano quello del recapito privato. In questo quadro non mancano comportamenti di vero e proprio dumping contrattuale e aziende che operano ai margini della legalità. Una situazione delicata perché questi lavoratori trattano dati sensibili e si misurano con problemi di privacy. Noi sappiamo che ci sono stati casi di persone che si sono portate la posta a casa per smistarla: un comportamento che non è certo consentito».

Sui postini denunciati in questi anni il sindacato è molto netto. «Non c’è alcuna giustificazione e come Slc Cgil non possiamo che condannare questi comportamenti». Al tempo stesso c’è da chiedersi a cosa possa essere legato l’aumento di casi del genere.

«Al lavoratore viene chiesto di correre sempre di più. Consegnare più posta e coprire un territorio più vasto. Nonostante le tante difficoltà la maggioranza delle persone corre, si sforza e fa di tutto per consegnare». E poi ci sono i casi limite di chi sceglie una scorciatoia illegale.

Il portalettere denunciato nella Bassa lavorava per la Intro Post srl, che consegna la posta per conto della multinazionale Nexive. In precedenza la Nexive aveva dato l’appalto alla Servizi di segreteria srl di via del Chionso a Reggio, un’impresa dove da tempo ci sono dure vertenze sindacali. Quest’estate 30 dei 100 postini della Servizi di segreteria si sono dimessi per giusta causa - dice Luca Chierici, segretario provinciale della Filcams Cgil - lamentando il mancato pagamento di alcuni mesi di stipendio. Per alcuni stiamo facendo istanze di recupero credito».

Nella primavera del 2014 di fronte all’azienda si tenne un presidio di buona parte degli allora 122 dipendenti. I lavoratori e i sindacati del commercio Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl chiesero regolarità nel pagamento degli stipendi e soprattutto un piano di rilancio della società, nata nel 1989 come ditta per il disbrigo di pratiche, come la fatturazione di bollette, ma che poi si è spostata sempre di più nel campo del recapito di posta.

«L’impresa sta ora però lasciando questore settore, tenendosi solo alcuni segmenti, come le notifiche per conto di Equitalia», spiega Chierici. Alcuni dei postini che hanno lasciato l’azienda di Reggio sono poi passati alla Into Post, seguendo l’appalto della Nexive. Il recapito è in generale l’anello debole del sistema postale italiano - dice il segretario della Filcams -. Rende poco e le Poste hanno tutto l’interesse che si crei un mercato alternativo. Noi però restiamo convinti che le Poste non debbano abbandonare questo settore, perché il postino consente di instaurare un rapporto fiduciario con i cittadini».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google