La reggiana Cairepro protagonista all’Expo ma senza padiglione
I professionisti della cooperativa avevano iniziato a lavorare per lo spazio nigeriano, poi il ritiro causato dalla crisi interna
MILANO. Una importante occasione di aggiornamento professionale sul campo è quella che hanno vissuto nei giorni scorsi i professionisti della Cairepro reggiana. Ingegneri e architetti della cooperativa di progettazione hanno infatti potuto seguire, ad Expo 2015, le illustrazioni di due dei protagonisti della esposizione universale milanese. Due “lectio” concesse da Ciro Mariani, coordinatore dei lavori e capo dell’equipe degli architetti, e dall’ingegner Ignazio Belfiori che ha curato il gigantesco Padiglione Italia.
Professionisti in gita d’aggiornamento? Non proprio: la cooperativa reggiana dei progettisti, all’Expo ci ha lavorato, partecipando a tre gare promosse in occasione dell’evento. Cairepro se n’è anche aggiudicata una che solo per tragiche circostanze non è stata realizzata. A Cairepro infatti era stata infatti commissionata la progettazione del padiglione della Nigeria. «Una autentica sfida – ha ammesso l’ingegner Paolo Genta che guidava la spedizione milanese - giocata sia sui tempi di progettazione che sull’idea presentata d’intesa con Sicrea. Avrebbe fra l’altro contenuto un auditorium capace di 1600 posti ed altre sale minori per gli incontri “B to B”, uno spazio aperto ed altri elementi caratteristici» . Il programma creativo ha coinvolto per alcuni mesi tutto lo staff di Cairepro ed è stato pienamente onorato dal committente, il Ministero di agroindustria nigeriano, anche se poi, travolto da una grave crisi interna, il grande Paese centroafricano ha dovuto desistere e rinunciare alla partecipazione ad Expo. Per un soffio, dunque, è mancata una “firma” reggiana su una grande opera, ma la stima e la fiducia nella cooperativa di casa nostra sono state ufficialmente confermate dai due manager milanesi. Oggi, al posto del padiglione della Nigeria, compare, sulla destra poco dopo l’ingresso principale, una grande Madonnina dorata inserita dalla Fondazione del Duomo di Milano. A completare la cronaca della giornata di studio milanese dell’equipe di professionisti reggiani l’inatteso incontro con il concittadino Romano Prodi. Il professor Romano Prodi e la signora Flavia Franzoni non hanno resistito all’invito del gruppo di “arsan” ed hanno accettato simpaticamente di posare per una foto ricordo. E così alla fine l’esperienza professionale si è rivelata una giornata fuori dall’ordinario nel cuore della prima storica Expo italiana del nuovo millennio.
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