Gazzetta di Reggio

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Omaggio degli alpini ai caduti di Marcinelle

di Adriano Arati
Omaggio degli alpini ai caduti di Marcinelle

Toano, delegazione guidata dal sindaco con il coro Val Dolo nel paese dove morirono 262 minatori

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TOANO. Un lungo viaggio per ricordare le vittime di Marcinelle, partito dalla montagna reggiana, dai coristi e dagli alpini di Toano. Il 3 e 4 ottobre a Marcinelle in Belgio si è tenuto il primo raduno europeo degli alpini, in occasione della cerimonia per ricordare le 262 vittime del devastante incidente dell’8 agosto 1956 all'interno di una miniera. Morirono fra gli altri 136 italiani, che lavoravano come minatori in condizioni durissime, di puro sfruttamento, nell’enorme sito di Bois du Cazier. Quest’anno le penne nere italiane hanno scelto questo luogo simbolo per ritrovarsi in Europa, e gran parte del merito e della spinta arriva da Toano, dal coro matildico Val Dolo, da sempre legatissimo agli alpini.

A inizio 2015, grazie a alcuni contatti italiani in Belgio, è partita l'idea concretizzatasi ad ottobre, quando a Marcinelle si sono dati appuntamento a centinaia, con delegazioni alpine da 23 province e decine di cori arrivati a sostegno.

A coordinare gran parte della parte musicale, e non solo, proprio il folto gruppo partito dalla montagna reggiana, con tanti toanesi assieme ad amici di altri paesi della zona.

Con loro, anche il sindaco di Toano Vincenzo Volpi, che ha sfilato con la fascia tricolore durante tutte le celebrazioni ufficiali. Proprio dal coro di Toano è partita la scintilla per mobilitare altre formazioni vocali di mezza nazione. I reggiani sono arrivati in aereo nel pomeriggio del 2 ottobre, per preparare al meglio la due giorni densissima di eventi, segnata da sfilate, incontri, testimonianze e ovviamente da tanti momenti di canto e condivisione corale. Hanno visitato il museo dedicato alla strage del 1956 e diverse mostre sulla prima guerra mondiale declinata dal punto di vista degli alpini, prima di riunirsi tutti insieme domenica 4 ottobre per la messa solenne e la cerimonia commemorativa fra il cimitero e i monumenti che ricordano i minatori morti sotto terra.

«Sono stati giorni molto intensi, in cui abbiamo potuto conoscere tanti sopravvissuti. Fra i minatori italiani emigrati in Belgio in quegli anni c’erano tantissimi abruzzesi, abbiamo scoperto, e quasi tutti loro avevano fatto il militare negli alpini. Abbiamo incontrato alcune di queste persone, che ci hanno raccontato di quei giorni e delle condizioni durissime in cui vivevano: chi entrava in miniera doveva garantire almeno cinque anni di lavoro senza pause, altrimenti perdeva il lavoro e ogni contributo.

Inoltre, gli sarebbe stato proibito di rimanere in Belgio», raccontano dal Coro Val Dolo.

«Anche noi ci sentiamo molto coinvolti, c’erano diversi emigrati anche da Toano, una famiglia composta da diversi fratelli che era a Marcinelle in quel periodo. Loro – rivelano – si salvarono per puro caso: fra turni e impegni straordinari, non erano in miniera al momento dell'incidente e arrivarono solo dopo».

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