«Sosta gratis impossibile all’ospedale di Reggio Emilia»
L’assessore comunale Mirco Tutino sul parcheggio del Santa Maria: «Renderebbe difficile la ricerca di posti auto»
REGGIO EMILIA. «Il progetto condiviso con l’azienda ospedaliera manterrà un’ampia quota di spazi gratuiti e metterà in ordine la parte del parcheggio a pagamento, migliorandone anche la viabilità interna». Quanto alla possibilità di un parcheggio completamente gratuito, «significherebbe rendere impossibile la ricerca di un posto auto, essendoci, come in qualsiasi grande ospedale, un’ampia presenza di auto in sosta per tutta la giornata».
Così l’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino, torna sulla questione dei parcheggiatori abusivi al Santa Maria Nuova, sollevata dopo il presidio di sabato ad opera dei Giovani Padani. Dopo la manifestazione leghista, l’assessore ha annunciato l’intenzione di stringere i tempi per il bando del nuovo piano sosta, che sarà emanato entro un mese, che prevede anche l’introduzione delle sbarre in sostituzione degli attuali dei parcometri.
Agli stessi Giovani Padani, che “sponsorizzano” la sosta gratuita in tutta l’area ospedaliera, Tutino ricorda che l’introduzione della sosta a pagamento negli ospedali è stata introdotta «nel 2004 anche dal prosindaco di Treviso, Gentilini, lo “sceriffo” leghista, otto anni prima di Reggio», proprio sulla base delle stesse motivazioni per cui è stata introdotta al Santa Maria.
«Quando la Lega sostiene che il Comune con le sbarre vuole fare cassa, dice una cosa falsa – replica ancora l’assessore – Dal parcheggio dell’ospedale il Comune non incassa nulla: le risorse vanno all’azienda ospedaliera per la manutenzione delle aree di propria competenza».
Quanto alla presenza degli abusivi, per Tutino bisogna tenere presente il fatto «che molti utenti dell’ospedale acquistano il biglietto giornaliero perché non sanno quanto tempo rimarranno nella struttura: questo è ciò che genera l’insistenza dei parcheggiatori abusivi». Secondo l’assessore, infine, «il tema, in questa fase, si affronta con l’impiego di agenti della municipale e delle forze dell'ordine, ma anche con la perimetrazione della parte a pagamento e il posizionamento delle sbarre, che eliminano così alla radice il problema che genera il fenomeno». (e.spa.)
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