Trenta famiglie senza acqua calda
Alcuni condòmini sono morosi, Iren stacca i servizi anche a chi pagava: «Ma siamo pronti al dialogo»
REGGIO EMILIA. «Se mi ospitate da voi vengo volentieri a farmi una bella doccia bollente». È così che ci saluta Enzo Nasi, capelli bianchi e tipica ironia reggiana, che da una settimana è senza acqua calda e riscaldamento, costretto a lavarsi al freddo o con quel poco che entra nelle pentole da cucina. Questo è quanto sta succedendo a una trentina di famiglie di due palazzine in largo Marco Biagi, ai civici 16 e 17. Una settimana fa infatti Iren ha tagliato la fornitura dei servizi a fronte di una morosità "molto elevata e prolungata negli anni".
Che però, lamentano alcuni residenti, non riguarda la totalità dei condomini: «Si tratta di un grave disagio che colpisce in modo indiscriminato tutti noi, anche se c'è chi ha sempre pagato. E per di più siamo alle porte di uno degli inverni più freddi degli ultimi anni». Ad aggravare la situazione il fatto che in molti appartamenti ci siano anche dei bambini e delle persone anziane, che quindi sono più soggetti agli sbalzi termici. «Il problema più grande è per l'acqua calda - spiega Nasi - io ne scaldo un po' in una pentola e poi mia moglie mi lava con la spugna. Sembra di essere tornati nel primo dopoguerra». La responsabilità principale, sempre secondo quanto dicono i condomini, è in realtà del palazzo al civico 16. Lì infatti la quasi totalità dei residenti sarebbe morosa verso Iren, ma i due edifici condividono la stessa centralina. E se fino a ora non c'erano state ripercussioni, da quest'anno la società ha cambiato i termini del contratto: mentre prima la fatturazione era per singolo utente, adesso si paga collettivamente tramite l'amministratore condominiale. In questo modo la società togliendo i servizi ha lasciato al freddo tutte e trenta le famiglie anche se, racconta un residente, «sa benissimo chi è moroso e chi no. Ci hanno detto che sarà tutto riallacciato quando il debito sarà saldato, ma si tratta di più di 40mila euro chissà quanto tempo ci vorrà» In effetti Iren sapeva la percentuale di inadempienti ma, fanno sapere dalla società, non poteva agire diversamente: «Questa è una criticità che va avanti da molti anni, con un debito che non fa altro che salire e con solo un 15% di residenti in regola. La situazione non cambia e l'azienda non può andare in perdita. E purtroppo non possiamo staccare le singole utenze, la centralina è comune a tutti e due i palazzi: spetta ai condomini fare l'impianto autonomo se vogliono». Nonostante questa strategia del pugno di ferro, Iren è però pronta a cambiare rotta «se ci sarà un minimo segnale di avvicinamento. Siamo disposti anche a un pagamento dilazionato nel tempo, trovato un compromesso fra le parti riallacceremo subito le utenze».
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