Gazzetta di Reggio

Reggio

«Il carcere userà gli spazi dell’Opg»

di Evaristo Sparvieri
«Il carcere userà gli spazi dell’Opg»

Il provveditore regionale sull’ipotesi del raddoppio dei detenuti: un primo vertice a novembre

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REGGIO EMILIA. «Nel momento in cui le sezioni saranno liberate si dovrà necessariamente porre il problema di come utilizzarle. Nel farlo, si cercherà di trovare soluzioni per far sì che non ci sia un passaggio traumatico né disastroso, ma si farà un ragionamento dettato dal buon senso». Così Pietro Buffa, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, interviene sulla questione sollevata nella manifestazione unitaria dei sindacati di polizia, che lunedì hanno lanciato l’allarme sul futuro del carcere reggiano dopo la chiusura dell’Opg.

Per le sigle sindacali – Fp-Cgil, Fns-Cisl, Uil-Pa, Uspp, Sinappe e Cnpp – il ministero della Giustizia avrebbe già manifestato l’intenzione di ricorrere agli spazi inutilizzati «per trasferirvi detenuti da altri istituti». E la preoccupazione dei sindacati deriva dalla constatazione che «l’incremento quantitativo della popolazione detenuta» avverrebbe «a fronte della progressiva riduzione del personale»: 189 gli agenti in servizio, su un organico che invece ne prevede 209.

Timori espressi anche al prefetto, Raffaele Ruberto, che si è dimostrato disponibile ad ascoltare le istanze degli agenti. E proprio il futuro della struttura reggiana sarà al centro di un incontro in programma a novembre fra lo stesso Buffa e il direttore della Pulce, Paolo Madonna. Ma c’è davvero la possibilità che la struttura reggiana si trasformi in un “supercarcere”? «Supercarcere è una dicitura che non trova spazio nella storia – specifica Buffa – quindi non si sta edificando nessun supercarcere. In prospettiva, è possibile che l’istituto cambi conformazione, assumendo le dimensioni di un penitenziario ordinario, ma i reparti dell’Opg ad oggi non mi risultano dimessi».

Dal primo aprile scorso, l’ospedale psichiatrico giudiziario avrebbe dovuto lasciare il posto alle Rems, le nuove residenze sanitarie destinate a ospitare malati psichiatrici su base regionale. L’Emilia-Romagna per ora ha due Rems provvisorie, in attesa della struttura definitiva che sarà realizzata sempre a Reggio. Ma l’Opg è ancora in funzione per ospitare una ventina di internati provenienti da regioni non in regola con la normativa. «I cambiamenti della struttura si faranno attraverso una programmazione – conclude Buffa – È prematuro fare ragionamenti, ma credo che sia lecito e giusto il bisogno di cominciare a parlarne. Capisco le preoccupazioni legittime dei sindacati, ma si discuterà con la dovuta calma».

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