Il Riesame libera i quattro indagati
Castellarano: revocati i domiciliari per Ambrisi e Bonini, niente più divieto di dimora per i due carabinieri
CASTELLARANO. Rocco Ambrisi e Adamo Bonini potranno uscire quando vorranno dalle loro abitazioni, di Castellarano e Casalgrande. I due sottufficiali dei carabinieri, in quota alla polizia giudiziaria all’epoca dei fatti contestati, non hanno più il divieto di dimora in provincia di Modena. Tutti liberi, senza più misure cautelari. È la decisione depositata ieri pomeriggio dai giudici del Tribunale del Riesame di Bologna, dopo un giorno di riserva, in merito ai ricorsi dei quattro difensori degli indagati per l’Operazione Intoccabili, il terremoto giudiziario che ha investito Sassuolo con un’indagine ad ampio raggio tra usura, estorsioni, corruzione e pericolose amicizie politiche. I difensori – il team di avvocati Enrico Della Capanna, Luca Brezigar, Cosimo Zaccaria, Roberto Ghini, Stefano Giovanardi e Alessandro Cristofori – hanno ottenuto ragione dai giudici che dovevano vagliare le loro istanze contro le misure adottate dal gip di Modena. Anche se le motivazioni verranno rese note solo nelle prossime settimane, è probabile che i giudici di Bologna abbiano tenuto conto di alcuni elementi sottolineati dai difensori, soprattutto il fatto che l’ordinanza del gip pare ricalcare le richieste del sostituto procuratore Claudia Natalini, titolare dell’inchiesta. Dunque, per i difensori non ci sarebbe stata una valutazione piena di quanto esposto dalla Procura.
È plausibile che il pm Natalini, lette le motivazioni, ricorra contro questa decisione.
Dunque, da ieri pomeriggio i due principali indagati dell’Operazione Intoccabili – il “braccio” Rocco Ambrisi e la “mente” Adamo Bonini – sono tornati in libertà dopo due settimane di arresti domiciliari.
Anche per i due carabinieri sottoposti a misure territoriali restrittive è per ora finito un periodo difficile. Resta solo la posizione dell’ex capitano dei carabinieri Mario Marino, attualmente residente a Verona, che non ha voluto ricorrere contro la misura del gip: l’obbligo di firma.
Cambierà qualcosa per questa inchiesta che ha fatto tanto scalpore, soprattutto a Sassuolo, dove le figure di Bonini e Ambrisi venivano considerate pericolose? Difficile dirlo. Sicuramente la Procura continuerà per la sua strada investigativa, aiutata dal commissariato e dalle Fiamme gialle che hanno scavato in questi mesi nel mondo di Bonini e dei suoi presunti prestiti ad usura.
La Procura sta ancora analizzando i casi di estorsione ai danni di persone che volevano aprire locali pubblici a Sassuolo. E poi approfondirà il “filone politico” nato da un’intercettazione telefonica tra Bonini e Giuseppe Megale, ex capogruppo del Pd. Ma soprattutto ha ancora molto da esplorare nel suo “affare interno”: ovvero il ruolo di Bonini in rapporto ai due carabinieri in quota alla polizia giudiziaria e in special modo con un ex pm attualmente in servizio in un’altra città con altro ruolo da magistrato. Come si nota, la carne sul fuoco non manca.
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